Messaggio per un’aquila che si crede un pollo di Anthony de Mello(1)

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Prefazione

In occasione di un incontro tra amici, fu chiesto a Tony de Mello di dire qualche parola riguardo alla natura del suo lavoro.

 Egli si alzò e raccontò una storia che ha poi ripetuto in più di una conferenza, e che si ritrova anche nel suo libro ” IL CANTO DEGLI UCCELLI”.

Con mia grande sorpresa, questa storia si riferiva a me.

 Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia.

L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini.

Per tutta la vita l’aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro.

Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.

Trascorsero gli anni, e l’aquila divenne molto vecchia. Un giorno vide sopra di sè, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria,  muovendo appena le robuste ali dorate.

La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita. << Chi è quello?>> chiese.

<<E’ l’aquila, il re degli uccelli>>, rispose il suo vicino. <<Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perchè siamo polli.>> E così l’aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.

Altro che sorpreso! All’inizio mi sentii immensamente umiliato. Mi stava forse paragonando pubblicamente a un pollo da cortile? Si e no. Aveva avuto intenzione di umiliarmi? Impossibile: non era lo stile di Tony.

Ecco cosa voleva dire, a me e agli altri: ai suoi occhi io ero un'”aquila reale”, inconsapevole delle vette a cui avrei potuto innalzarmi. Questa storiella mi fece capire la statura di quell’uomo, e la genuinità del suo amore e del suo rispetto per le persone, sentimenti che riusciva a mantenere pur dicendo loro la verità.

Il suo lavoro non consisteva che in questo: far aprire gli occhi alle persone, affinché capissero la realtà della propria grandezza.

Questo era Tony de Mello al suo apice: un uomo che proclamava il messaggio della “consapevolezza”, che vedeva la luce che noi rappresentiamo per noi stessi e gli altri, che ci faceva capire che siamo migliori di quanto pensiamo.

Questo libro coglie al volo l’essenza di Tony, proprio in quanto, attraverso dialoghi e interazioni dal vivo, tocca tutti i temi che animano il cuore di chi ascolta.

Dopo la sua morte, ho dovuto affrontare il difficile compito di mantenere lo spirito delle parole da lui pronunciate e di riprodurre  sulla pagina scritta la sua grande spontaneità nel comunicare con il pubblico che sapeva rispondere ai suoi stimoli. Grazie al sostegno offertomi da George McCauley S. J., Joan Brady, John Culkin e altri, troppo numerosi per essere citati uno a uno, nelle pagine che seguono sono state catturate le ore emozionanti, divertenti e provocatorie da Tony comunicando con persone reali.

Godetevi il libro. Lasciate che le parole nella vostra anima, e ascoltate, come direbbe Tony, con il cuore. Leggete queste storie: sarà come leggere la vostra. Ora voglio lasciarvi soli con Tony- una guida spirituale, un amico che rimarrà tale per tutta la vita.

J.Francis Stroud,  S. J.

De Mello Spirituality Center

Fordham University-Bronx, New York

IL RISVEGLIO

Spiritualità significa risveglio. La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano i figli dormendo, muoiono dormendo senza mai svegliarsi. Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamano esistenza umana,

Sapete, tutti i mistici -cattolici, cristiani, non cristiani, quale che sia la loro teologia, la loro religione- concordano su una cosa: che tutto va bene, tutto va bene. Sebbene regni il caos, tutto va bene.

Certo, è uno strano paradosso.

Purtroppo, però, la maggior parte della gente non arriva mai a capire che tutto va bene, perchè è immersa nel sonno. Ha un incubo.

L’anno scorso, alla televisione spagnola, ho sentito una storiella su un tizio che bussa alla porta di suo figlio.

<< Jaime>>, dice, << svegliati!>>.

Jaime risponde:<< Non voglio alzarmi, papà>>.

Il padre urla:<< alzati, devi andare a scuola>>.

Jaime dice:<< non voglio andare a scuola>>.

<< E perché no?>> chiede il padre.

<< Ci sono tre ragioni>>, risponde Jaime. << Prima di tutto, è una noia; secondo, i ragazzi mi prendono in giro; terzo, io odio la scuola>>.

E il padre dice:<< bene, adesso ti dirò io tre ragioni per cui devi andare a scuola: primo, perché è  tuo dovere; secondo, perché hai quarantacinque anni, e terzo, perché sei il preside>>.

Svegliatevi, svegliatevi! Siete adulti. Siete troppo grandi per dormire. Svegliatevi! Smettete di trastullarvi coi vostri giocattoli.

La maggior parte della gente afferma di voler uscire dall’asilo infantile, ma non bisogna crederle. Non credeteci!

La gente vuole soltanto aggiustare i propri giocattoli rotti. “Ridatemi mia moglie. Ridatemi il m io lavoro. Ridatemi i miei soldi. Ridatemi la mia reputazione, il mio successo”.

E’ questo che vogliono le persone: avere dei nuovi giocattoli. Tutto qui. Persino i migliori psicologi potranno dirvi che le persone non vogliono realmente essere curate. Quel che cercano è il sollievo; una cura sarebbe troppo dolorosa.

Svegliarsi è spiacevole, sapete. Uno se ne sta li nel letto, bello comodo. E’ irritante essere svegliato.

Per questo il saggio guru non tenta di svegliare la gente.

Spero di saper essere saggio, in quest’occasione, e di non fare alcun tentativo per svegliarvi, se state dormendo. In effetti non sono affari miei, anche se di tanto in tanto vi dico:<< svegliatevi!>>. Io non devo far altro che andare avanti per la mia strada, ballare la mia danza.

Se ne saprete approfittare, bene; altrimenti, pazienza!

Come dicono gli arabi, << la natura della pioggia è sempre la stessa, ma fa crescere le spine nelle paludi i fiori nei giardini>>.

 

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