Messaggio per un’aquila che si crede un pollo IMMAGINI ASSORTITE (Anthony D. M. 46 pag. 175)

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Immagini assortite

Parliamo ancora della mancanza di sforzo nel cambiamento. Mi è venuta in mente una immagine azzeccata per descriverlo: una barca a vela. Quando una barca ha un vento potente che le gonfia la vela, scivola senza sforzo, tanto che il marinaio non deve far altro che dirigerla. Non fa sforzi: non spinge la barca. É un’immagine di ciò che accade quando il cambiamento si verifica attraverso la consapevolezza, attraverso la comprensione.

Ho riguardato tra i miei appunti, trovando delle citazioni che ben si adattano a quanto sto dicendo. Sentite questa: «Non c’è di più crudele della natura. Nell’intero universo non le si può sfuggire, eppure non è la natura che provoca il male, ma il cuore stesso della persona». Vi sembra sensato? Non è la natura che provoca il male, ma il cuore stesso della persona. C’è una storiella che parla di Paddy, che è scivolato dall’impalcatura e si è fatto un grosso bernoccolo.

Gli chiedono: «Ti ha fatto male la caduta, Paddy?».

E lui: «No, è stata la fermata che mi ha fatto male, non la caduta».

Quando si taglia l’acqua, l’acqua non si fa male; quando si taglia qualcosa di solido, si rompe. Dentro di voi avete degli atteggiamenti solidi; avete delle illusioni solide: è questo che cozza contro la natura, che fa male, che provoca il dolore.

C’è un’altra massima molto carina: è di un saggio orientale, ma non ricordo quale. Come nel caso della Bibbia, l’autore non importa. L’importante è il contenuto. «Se l’occhio non è bendato, il risultato è la vista; se l’orecchio non è coperto, il risultato è l’udito; se il naso non è tappato, il risultato è l’olfatto; se la bocca non è serrata, il risultato è il gusto; se la mente non è chiusa, il risultato è la saggezza».

La saggezza sopravviene quando si lasciano cadere le barriere erette attraverso i concetti e il condizionamento. La saggezza non è qualcosa che si acquisisce; la saggezza non è esperienza; la saggezza non è applicare le illusioni di ieri ai problemi di oggi. Come mi ha detto una persona mentre stavo studiando per la mia laurea in psicologia, a Chicago, anni fa: «Spesso, nella vita di un prete, un’esperienza di cinquant’anni è l’esperienza di un anno ripetuta cinquanta volte». Si ottiene la stessa soluzione, a cui ricorrere sempre.

Questo è il modo di agire con gli alcolizzati; questo è il modo di agire con i preti; questo è il modo di agire con le suore; questo è il modo di agire con i divorziati. Ma questa non è saggezza.

Saggezza significa essere sensibili a questa situazione, a questa persona, senza influenze che derivano dal passato, senza residui di esperienze passate. Tutto ciò è molto diverso da quel che la maggior parte delle persone è abituato a pensare.

Aggiungerei un’altra frase a quelle che ho letto: «Se il cuore non è bloccato, il risultato è l’amore». Ho parlato parecchio d’amore in questi giorni, sebbene abbia affermato che non ci sia nulla che possa essere detto davvero dell’amore. Possiamo solo parlare di non-amore. Possiamo solo parlare di dipendenza. Ma dell’amore in sé non si può dire nulla esplicitamente.

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Non dire nulla dell’amore

Come descriverei io l’amore? Ho deciso di presentarvi una delle meditazioni che sto scrivendo per un nuovo libro. Ve la leggerò lentamente. Meditateci sopra man mano che proseguo, perché qui l’ho messa giù in forma sintetica, in modo da leggerla in tre o quattro minuti: altrimenti mi ci vorrebbe mezz’ora.

Si tratta di un commento a una frase del vangelo. Avevo pensato a un’altra riflessione, tratta da Platone: «Non si può fare uno schiavo di una persona libera, perché una persona libera è libera anche in prigione». É come un’altra frase del vangelo: «Se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due». Penserete di avermi reso schiavo mettendomi un carico sulle spalle, ma non è così. Se una persona tenta di cambiare la realtà esterna stando fuori di prigione per poter essere libera, significa che è davvero prigioniera. La libertà non si trova nelle circostanze esterne: la libertà alberga nel cuore. Una volta che abbiate conseguito la saggezza, chi mai potrà rendervi schiavi? Comunque, ascoltate la frase del vangelo a cui pensavo prima: «Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù». Ecco cos’è il vero amore. Vi è mai balenato alla mente che potete amare solo quando siete soli?

Cosa significa amare? Significa vedere una persona, una situazione, un oggetto per ciò che è realmente, non per come lo immaginate. E dare a quella persona, quella situazione, quell’oggetto la risposta che merita. É praticamente, impossibile affermare che una persona ama, se non è nemmeno in grado di vedere le cose.

E cosa ci impedisce di vedere? Il nostro condizionamento. I nostri concetti, le nostre categorie, i nostri pregiudizi, le nostre proiezioni, le etichette che abbiamo ricavato dalla nostra cultura e dalle nostre esperienze passate. L’impresa di vedere è la più ardua che un essere umano possa intraprendere, perché richiede una mente disciplinata e attenta.

La maggior parte della gente, invece, preferisce crogiolarsi nella propria pigrizia mentale piuttosto che prendersi la briga di vedere ogni persona, ogni cosa nella sua attuale freschezza.

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