La preghiera della rana (3° cap.) pag.15

La preghiera della rana1°

Pag. 15

… E TUTTO ERA RISOLTO

Il prete del villaggio era un santo, tanto che tutte le volte che aveva bisogno di aiuto, la gente si rivolgeva a lui. Allora egli si ritirava in un angolo segreto della foresta e formulava una preghiera speciale. Dio non mancava mai di esaudire la sua supplica e tutto era risolto.

Dopo la sua morte, la gente, quando aveva bisogno di aiuto, ricorreva al suo successore, il quale non era un santo ma conosceva sia l’angolo segreto della foresta sia la preghiera speciale.

Egli diceva così: “Signore, tu sai che non sono un santo, ma questo non ti impedirà di aiutare la mia gente, vero? Ascolta la mia supplica e vieni in nostro aiuto”.

E ogni volta Dio esaudiva la sua preghiera e tutto era risolto.

Quando anch’egli morì, se la gente aveva bisogno di aiuto si rivolgeva al suo successore, il quale conosceva la preghiera speciale, ma non l’angolo segreto della foresta.

Queste erano le sue parole: “Che importanza ha per te un luogo piuttosto che un altro, Signore? Non è forse la tua presenza che rende santo ogni luogo? Ascolta dunque la mia supplica e vieni in nostro aiuto”.

E ogni volta Dio esaudiva la sua preghiera e tutto era risolto. Anche costui morì e la gente, quando aveva bisogno di aiuto, ricorreva al suo successore, il quale non conosceva né la preghiera speciale né l’angolo segreto della foresta e diceva: “Non è la formula che conta, Signore, ma il grido di dolore di chi soffre. Ascolta quindi la mia supplica e vieni in nostro aiuto”.

E anche allora Dio esaudiva la preghiera e tutto era risolto. Dopo la sua morte la gente, quando aveva bisogno di aiuto, ricorreva al suo successore.

Questo prete aveva più dimestichezza con il denaro che con la preghiera e quindi diceva a Dio: “Che razza di Dio sei tu se, pur essendo perfettamente capace di risolvere i problemi che tu stesso hai provocato, ti ostini a non alzare un dito finché non ci vedi piangere e strepitare? Ebbene, comportati con la gente come ti pare”.

E subito tornava alle sue faccende. Anche in quel caso Dio esaudiva la sua preghiera e tutto era risolto.

LA PREGHIERA PUÒ CONDIZIONARE IL TEMPO?

Un’anziana signora appassionata di giardinaggio affermava di non essere affatto convinta che gli scienziati potessero un giorno riuscire a controllare il tempo. Riteneva che ciò fosse possibile unicamente attraverso la preghiera. Un’estate, mentre lei si trovava all’estero, la siccità colpì il paese e del giardino non restò più traccia. Quando ritornò, fu così sconvolta che decise di cambiare religione. Sarebbe stato meglio che cambiasse le sue assurde convinzioni.

LA RISPOSTA RITARDATA DI LAKSHMI

Se una preghiera non viene esaudita al momento giusto, poi non serve più. Nell’antica India si attribuiva grande importanza ai riti vedici, i quali erano ritenuti così scientifici nella loro applicazione che quando i saggi pregavano perché venisse la pioggia, subito la siccità cessava.

Fu così che un uomo si mise a pregare secondo tali riti, implorando la dea della ricchezza, Lakshmi, affinché lo facesse diventare ricco. Pregò dieci lunghi anni senza ottenere risposta, dopodiché di colpo si rese conto di quanto la ricchezza fosse effimera e si ritirò a vivere in romitaggio sulle montagne dell’Himalaya.

Un giorno, mentre era raccolto in meditazione, aprì gli occhi e si trovò di fronte una donna di straordinaria bellezza, radiosa e scintillante come se fosse stata d’oro.

“Chi sei e che cosa fai qui?”, domandò.

“Sono la dea Lakshmi, a cui hai innalzato inni per dodici anni”, rispose la donna. “Sono venuta a esaudire la tua richiesta”.

“Ah, mia buona dea”, esclamò l’uomo. “Nel frattempo ho conosciuto la bellezza della meditazione e ho perduto ogni desiderio di ricchezza. Arrivi troppo tardi. Dimmi, perché hai tardato tanto a venire?”

“A dire la verità”, spiegò la dea, “la natura dei riti che tu praticavi tanto fedelmente era tale da meritarti la ricchezza tanto ambita, ma ho preferito non concedertela per l’amore che ti portavo e il desiderio di fare il tuo bene”. Se potessi scegliere, che cosa preferiresti? Che sia esaudito il tuo desiderio o che ti sia concessa la grazia di non perdere la serenità sia che si avveri sia che non si avveri?

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