La preghiera della rana (4° cap.) pag.17

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LA PREGHIERA DEI BAMBINI

Un giorno il mullah Nasruddin vide il maestro del villaggio che conduceva alla moschea un gruppo di fanciulli.

“Perché li stai portando là?”, gli chiese.

“C’è la siccità”, rispose il maestro, “e confidiamo che il grido degli innocenti muova a compassione il cuore dell’Onnipotente”.

“Non sono le grida, innocenti o criminali che siano, che contano”, dichiarò il mullah, “ma la saggezza e l’accortezza”.

“Come osi parlare in modo tanto blasfemo di fronte a questi bambini!”, esclamò il maestro.

“Dimostrami la verità di ciò che hai detto o ti denuncerò come eretico”.

“Niente di più facile”, ribatté Nasruddin. “Se le preghiere dei fanciulli avessero effetto, non ci sarebbe più un solo maestro in tutto il paese, poiché non c’è nulla che essi detestino tanto come andare a scuola. Il motivo per cui sei sopravvissuto a quelle preghiere è che noi, che siamo più saggi dei bambini, ti abbiamo conservato al tuo posto”.

UNA NOIA ATROCE

Un uomo anziano e pio pregava cinque volte al giorno mentre il suo socio d’affari non metteva mai piede in chiesa. E ora, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, pregava così:

“O Signore, Dio nostro! Fin da ragazzo non ho lasciato passare un solo giorno senza venire in chiesa la mattina a recitare le preghiere alle cinque scadenze prestabilite. Non c’è gesto che io abbia compiuto, non c’è decisione importante, o di poco conto che fosse, che io abbia preso senza prima avere invocato il tuo nome. E ora che sono vecchio ho raddoppiato le pratiche devote e ti prego notte e giorno senza posa. Tuttavia, eccomi qui, il poveraccio di sempre. Il mio socio invece beve, si dà al gioco e, nonostante l’età avanzata, frequenta donne di dubbia moralità, eppure nuota nell’oro. Mi domando se dalla sua bocca sia mai uscita una preghiera. Ebbene, Signore, non ti chiedo di punirlo, perché sarebbe poco cristiano, ma, ti prego, dimmi: “Perché? Perché? Perché mai hai permesso che lui prosperasse e a me invece riservi questo trattamento?”

“Perché”, rispose Dio, “tu sei una noia atroce!”

Nel monastero non vigeva la regola del “non parlare”, bensì quella del “non parlare a meno che ciò che vuoi dire valga più del silenzio”. Non si potrebbe fare lo stesso anche con la preghiera?

LE PREGHIERE E QUELLI CHE PREGANO

La nonna: “Reciti le preghiere alla sera?”

Il nipote: “Certamente”.

“E alla mattina?”

“No, di giorno non ho mica paura!”

Una vecchietta molto pia, dopo la guerra: “Com’è stato buono Dio con noi. Abbiamo pregato così tanto che tutte le bombe sono cadute dall’altra parte della città!”

La persecuzione di Hitler nei confronti degli ebrei era diventata così intollerabile che due di loro decisero di assassinarlo. Si appostarono con i fucili spianati in un luogo dove sapevano che il Fuhrer avrebbe dovuto passare. Ma, non vedendolo arrivare, Samuel ebbe un pensiero terribile.

“Joshua”, disse, “prega che non gli sia accaduto qualcosa!”

Era loro abitudine invitare ogni anno al picnic una zia molto devota. Questa volta se ne erano dimenticati e quando le rivolsero tardivamente il loro invito, ella rispose: “Ormai è troppo tardi. Ho già pregato che piova”.

 

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