La preghiera della rana (6° cap.) pag.22

La preghiera della rana1°

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IN UNA GIORNATA FREDDA…

In una giornata di freddo pungente un rabbino e i suoi discepoli stavano rannicchiati accanto al fuoco. Uno dei discepoli, sulla scia dell’insegnamento del maestro, esclamò:

“In una giornata gelida come questa, so esattamente che cosa fare!”

“Che cosa?”, domandarono gli altri.

“Stare al caldo! E se ciò non fosse possibile, saprei lo stesso cosa fare”.

“Che cosa?” “Congelare”.

La realtà presente non può essere semplicemente accettata o rifiutata. Fuggire via da essa è come fuggire dai propri piedi. Accettarla è come baciare le proprie labbra. L’unica cosa da fare è osservare, capire, e stare tranquilli.

FARE AMICIZIA CON IL DRAGO

Un uomo si recò dallo psichiatra e gli raccontò che tutte le notti vedeva un drago con tre teste lungo oltre tre metri. Aveva i nervi a pezzi, non riusciva più a dormire ed era sull’orlo dell’esaurimento. Aveva persino pensato al suicidio.

“Credo di poterla aiutare”, disse lo psichiatra, “ma devo avvisarla che ci vorranno uno o due anni e le costerà tremila dollari”.

“Tremila dollari!”, esclamò quello. “Lasci perdere! Me ne torno a casa e me lo faccio amico”.

Il mistico musulmano Farid fu spinto dai vicini a recarsi a Delhi, presso la corte dell’imperatore Akbar, per chiedergli di aiutare il villaggio. Farid entrò nel palazzo e trovò Akbar che pregava. Quando questi finalmente ebbe terminato, Farid gli domandò:

“Per che cosa avete pregato?”

“Ho chiesto all’Onnipotente di concedermi successo, ricchezza e lunga vita”, fu la risposta.

Allora Farid fece un rapido dietrofront e se ne andò, pensando dentro di sé:

“Sono venuto per incontrare un imperatore e invece ho trovato l’ennesimo accattone!”

DIO È LA FUORI

C’era un tempo una donna molto religiosa e pia, che amava molto Dio. Essa si recava in chiesa tutte le mattine e lungo la strada i mendicanti le si avvicinavano e i bambini le tendevano la mano, ma era così immersa nelle sue pratiche devote che neppure si accorgeva di loro.

Un giorno percorse, come era solita fare, la strada fino alla chiesa e arrivò giusto in tempo per la funzione. Spinse il portone, ma non riuscì ad aprirlo, allora spinse più forte e si accorse che era chiuso a chiave. Disperata all’idea di perdere la Messa per la prima volta dopo tanti anni e non sapendo che cosa fare, guardò in alto. Ed ecco che proprio davanti ai suoi occhi stava attaccato un cartello con scritto:

“Io sono là fuori!”

Si dice che un santo, ogni volta che usciva di casa per assolvere ai suoi doveri religiosi, dicesse: “Addio, Signore! Vado in chiesa”.

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IL MONACO E L’UCCELLO

Un monaco passeggiava per il monastero quando sentì cantare un uccello. Si fermò ad ascoltare, incantato. Era come se prima di allora non avesse mai sentito davvero il canto di un uccello.

Quando la melodia cessò, egli rientrò e scoprì con sgomento che i suoi confratelli non lo riconoscevano, e lo stesso accadeva a lui. Scoprirono a poco a poco che egli ritornava dopo secoli di assenza.

Poiché era stato ad ascoltare con tutto se stesso, il tempo si era fermato ed egli era scivolato lentamente nell’eternità.

La preghiera diventa perfetta quando scopre l’eterno. L’eterno si scopre attraverso la chiarezza della percezione. La percezione acquista chiarezza quando è libera da qualsiasi pregiudizio e considerazione di perdita o guadagno personale.

Solo allora ci si accorge del miracolo e il cuore è colmo di meraviglia.

TOGLIERE LA BENDA DAGLI OCCHI

Quando il maestro invitò il governatore a praticare la meditazione, e questi spiegò che aveva troppo da fare, ecco come gli rispose:

“Lei mi fa venire in mente un uomo che entra nella giungla con gli occhi bendati ed è troppo occupato per togliersi la benda”.

E quando il governatore addusse come scusa la mancanza di tempo, il maestro replicò:

“È un errore pensare che la meditazione non può avvenire per mancanza di tempo. Il vero motivo è l’agitazione mentale”.

I PIEDI SULLA SCRIVANIA

Un esperto di organizzazione consegnò la sua relazione a Henry Ford.

“Come lei può vedere, signore, il mio rapporto è del tutto positivo, a eccezione di quel tizio in fondo al corridoio. Ogni volta che gli passo davanti, lo trovo seduto con i piedi sulla scrivania. È un vero spreco di denaro!”

Ford replicò: “Quell’uomo ha avuto un giorno un’idea che ci ha fruttato un patrimonio. Credo che in quell’occasione avesse i piedi esattamente dove li tiene ora”.

Un taglialegna stremato di fatica continuava a sprecare tempo ed energia tagliando la legna con un’accetta spuntata, perché diceva di non avere il tempo per fermarsi ad affilare la lama.

LA CHIESA NELLA FORESTA

C’era una volta una foresta che di giorno si riempiva del canto degli uccelli e di notte di quello degli insetti. Gli alberi crescevano rigogliosi, i fiori sbocciavano e creature di ogni genere vagavano libere.

E tutti coloro che vi entravano venivano condotti alla Solitudine, la casa di Dio, il quale pone la sua dimora nel silenzio e nella bellezza della natura.

Ma poi arrivò l’Età dell’Incoscienza, quando fu data alla gente la possibilità di costruire edifici alti centinaia di metri e distruggere nel giro di un mese fiumi, foreste e montagne.

Furono così costruiti luoghi di culto con il legno degli alberi della foresta e le pietre del sottosuolo. Si stagliarono contro il cielo pinnacoli, guglie e minareti, l’aria riecheggiava del suono delle campane, di preghiere, canti ed esortazioni.

E di colpo Dio restò senza casa.

Dio nasconde le cose ponendocele dinanzi agli occhi! Ascolta! Senti il canto degli uccelli, lo stormire del vento fra gli alberi, il mugghiare dell’oceano; guarda una pianta, una foglia che cade, un fiore come se fosse la prima volta.

Potresti all’improvviso entrare in contatto con la Realtà, con quel Paradiso da cui noi, avendo perso l’innocenza, per la nostra conoscenza siamo esclusi.

Dice il mistico indiano Saraha: “Gusta il sapore di questo dono che è l’assenza di Conoscenza”.

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CONSAPEVOLEZZA I PILASTRI DELLA RELIGIONE

Una grande persecuzione religiosa scoppiò nella regione e i tre pilastri della religione, la Scrittura, il Culto e la Carità si presentarono davanti a Dio per esprimere il proprio timore che, una volta eliminata la religione, anch’essi avrebbero cessato di esistere.

“Non preoccupatevi”, disse il Signore, “ho intenzione di inviare sulla terra Uno che è più grande di tutti voi”.

“Come si chiama questo Grande?”

“Conoscenza-di-sé”, rispose Dio. “Egli farà molto di più di quanto abbia mai fatto uno di voi”.

I TRE SAGGI

Tre saggi decisero di intraprendere un viaggio poiché, anche se nel loro paese erano considerati sapienti, erano abbastanza umili da sperare che viaggiare avrebbe aperto le loro menti.

Avevano appena attraversato il confine di un paese limitrofo, quando videro da lontano un grattacielo. Si chiesero che cosa mai potesse essere un oggetto tanto enorme. La soluzione più ovvia sarebbe stata quella di andare a vedere di persona, ma ciò avrebbe potuto essere pericoloso: se fosse scoppiato appena si fossero avvicinati?

In ogni caso era più saggio stabilire prima di che cosa si trattava. Furono avanzate, esaminate e confutate, in base all’esperienza passata di ognuno di essi, numerose teorie. Alla fine fu stabilito, sempre sulla scorta delle loro conoscenze precedenti che erano assai vaste, che l’oggetto in questione, qualsiasi cosa rappresentasse, non poteva essere stato collocato lì se non da un gigante.

Da tutto ciò trassero la conclusione che sarebbe stato più prudente stare alla larga da quel paese. Così ritornarono in patria con un elemento nuovo da aggiungere al loro corredo di esperienze.

Le ipotesi condizionano l’osservazione. L’osservazione genera la convinzione. La convinzione produce l’esperienza. L’esperienza dà vita al comportamento, il quale a sua volta conferma le ipotesi.

IL VOLO DEI CACCIATORI

Alcune supposizioni.

Una coppia di cacciatori noleggiò un aereo per farsi trasportare nella foresta. Due settimane dopo il pilota tornò a riprenderli. Egli diede un’occhiata agli animali che avevano ucciso e disse:

“In quest’aereo ci può stare un solo bufalo, gli altri dovrete lasciarli qui”.

“Ma l’anno scorso il pilota ce ne lasciò portare due su un aeroplano grande come questo”, protestarono i cacciatori.

Il pilota non era molto convinto, ma alla fine decise: “D’accordo, se ce l’avete fatta l’anno scorso, immagino che ce la faremo anche questa volta”.

Così l’aereo decollò con i tre uomini e due bufali, ma non riuscì a prendere quota e andò a schiantarsi contro la collina vicina. Gli uomini emersero faticosamente dai rottami e si guardarono intorno.

Un cacciatore domandò all’altro: “Dove pensi che ci troviamo?”

Quello ispezionò la zona e rispose: “Credo che siamo a circa tre chilometri più a sinistra del punto dove è caduto l’aereo l’anno scorso”.

LO ZIO GIORGIO

Altre supposizioni.

Una coppia tornava a casa dopo avere assistito al funerale dello zio Giorgio, il quale aveva vissuto con loro per vent’anni ed era stato un tale disastro che per poco non aveva rovinato il loro matrimonio.

“C’è una cosa che devo dirti, cara”, disse il marito. “Se non fosse stato per l’amore che nutrivo per te, non avrei sopportato tuo zio Giorgio per un solo giorno”.

“Mio zio Giorgio!”, esclamò la moglie inorridita. “Ma io credevo che fosse tuo zio!”

UNA FALSA NOTIZIA PROVOCA LA CARESTIA

Nell’estate del 1946 in una regione dell’America del sud si sparse la voce che c’era minaccia di carestia. In realtà le messi crescevano bene e il clima era perfetto per un raccolto eccezionale. Tuttavia, a causa di quella diceria, 20.000 contadini abbandonarono i campi e fuggirono in città e di conseguenza i raccolti andarono male, migliaia di persone restarono senza cibo e le voci ricevettero conferma.

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