La preghiera della rana (8° cap.) pag.33

La preghiera della rana1°

Pag. 33

IDENTIFICARE LA PROPRIA MADRE

Una donna chiese al cassiere della banca di cambiarle un assegno. Il cassiere le chiese un documento d’identità, secondo il regolamento della banca. La donna restò senza fiato. Alla fine riuscì a pronunciare queste parole: “Ma, Jonathan, sono tua madre!”

Se pensate che tutto ciò sia buffo, come mai anche voi non siete capaci di riconoscere il Messia?

IL CANE CHE CAMMINAVA SULL’ACQUA

Un uomo portò a caccia per la prima volta il suo nuovo cane. Nel giro di pochi istanti uccise un’anatra selvatica, che cadde nel laghetto. Il cane camminò sull’acqua, raccolse l’anatra e la portò al padrone.

Quest’ultimo era esterrefatto! Sparò a un’altra anatra. Di nuovo, mentr’egli si sfregava gli occhi incredulo, il cane camminò sull’acqua e andò a prendere l’anatra.

Non osando credere a ciò a cui aveva assistito, l’uomo invitò il suo vicino a recarsi a caccia con lui il giorno seguente. Anche questa volta, a ogni uccello colpito dai due, il cane camminava sull’acqua e andava a riprendere la selvaggina.

Il padrone non disse nulla e neppure il suo vicino. Alla fine, non riuscendo più a trattenersi, sbottò:

“Non hai notato niente di strano in quel cane?”

Il vicino si grattò il mento con aria pensierosa. “Sì”, disse. “Ora che ci penso, quel bastardo non sa nuotare!”

La vita non è soltanto piena di miracoli. E molto di più: è essa stessa un miracolo, e chiunque smetta di dare tutto per scontato se ne accorgerà subito.

Pag.34

IL CANE CHE GIOCAVA A CARTE

“Com’è intelligente il tuo cane!” disse un tizio nel vedere il suo amico giocare a carte con il cane. “Non è poi così intelligente”, ribatté l’altro. “Ogni volta che ha carte belle, agita la coda”.

IL SILENZIO DELLA NONNA

Il nonno e la nonna avevano litigato e la nonna era così arrabbiata che non rivolgeva più la parola al marito. L’indomani il nonno aveva già dimenticato tutto, ma la nonna continuava a ignorarlo e rifiutava di parlare. Per quanti sforzi facesse, il nonno non riusciva a farla uscire dal suo ostinato silenzio. Alla fine si mise a rovistare negli armadi e nei cassetti.

Dopo qualche minuto la nonna non ne poté più. “Si può sapere che cosa stai cercando?” domandò al colmo dell’irritazione.

“Dio sia lodato, l’ho trovata”, disse il nonno con un sorrisetto furbo. “La tua voce!”

Se è Dio che stai cercando, guarda da qualche altra parte.

IL DIAVOLO E IL CERCATORE

Quando il diavolo vide un cercatore entrare nella casa del maestro, decise di fare tutto quanto era in suo potere per sviarlo dalla ricerca della verità. Così sottomise il pover’uomo a ogni tentazione possibile: ricchezza, lascivia, fama, potere, prestigio.

Ma il cercatore era troppo agguerrito in campo spirituale e riuscì a superare le tentazioni con facilità, tanto grande era il suo desiderio di spiritualità.

Quando arrivò alla presenza del maestro, fu piuttosto sorpreso nel trovarlo seduto in poltrona, con i discepoli ai suoi piedi.

“A quest’uomo fa senz’altro difetto la virtù principale dei santi, l’umiltà”, pensò fra sé. Poi notò altre cose del maestro che non gli piacevano, prima fra tutte il fatto che non gli aveva dedicato particolare attenzione.

(“Immagino che sia perché non lo adulo come fanno gli altri”, disse fra sé). E poi c’erano gli abiti che indossava e il modo assai superbo con cui parlava. Tutto ciò lo portò a concludere che era venuto nel luogo sbagliato e doveva continuare la sua ricerca altrove.

Mentre egli usciva dalla stanza, il maestro, che aveva visto il diavolo seduto nell’angolo, disse: “Non era necessario che ti dessi tanto da fare, Tentatore. Quell’uomo era tuo fin dall’inizio”.

Questo è il destino di coloro i quali, nella loro ricerca di Dio, sono pronti a lasciare tutto tranne l’idea che si sono fatti di lui.

LE VESCICHE SULLE ORECCHIE DELL’UBRIACO

La gente non peccherebbe mai se si rendesse conto che ogni volta che commette un peccato danneggia se stessa. Purtroppo molti sono in tale stato di apatia che non si rendono minimamente conto del male che fanno a se stessi.

Un ubriaco camminava per la strada con entrambe le orecchie deturpate da vesciche. Un amico gli chiese che cosa gliele avesse provocate. “Mia moglie ha lasciato il ferro da stiro acceso, così quando è suonato il telefono, per sbaglio ho preso in mano il ferro”.

“Ho capito, ma l’altra orecchia?”

“Quel maledetto idiota ha richiamato!”

Pag. 36

L’ESPERIMENTO DEL CHIRURGO VIENNESE

Un famoso chirurgo viennese disse ai suoi studenti che per fare il chirurgo sono necessarie due doti: non essere schizzinosi e avere un ottimo spirito di osservazione.

Poi immerse il dito in un liquido nauseabondo e lo leccò, invitando ciascuno studente a fare altrettanto. Essi si fecero forza ed eseguirono l’operazione senza battere ciglio. Con un sorriso, il chirurgo spiegò:

“Signori, mi congratulo con voi per aver superato la prima prova. Ma non posso fare lo stesso per la seconda, perché nessuno di voi si è accorto che il dito che ho leccato non era lo stesso che avevo immerso nel liquido”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close