La preghiera della rana (11° cap.) pag.43

La preghiera della rana1°

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I SUTRA INVISIBILI

 

Tetsugen, uno studente zen, decise di intraprendere un’impresa grandiosa: la stampa di settemila copie dei sutra che a quell’epoca erano disponibili soltanto in cinese.
Viaggiò in lungo e in largo per tutto il Giappone per raccogliere i fondi necessari al progetto. Ci furono delle persone ricche che gli offrirono anche cento pezzi d’oro, ma per lo più riceveva monete di poco valore dalla gente delle campagne.
Tetsugen esprimeva la stessa gratitudine a ciascun benefattore, indipendentemente dalla somma elargita. Dopo dieci lunghi anni di peregrinazioni, finalmente raccolse il denaro necessario all’impresa.
Proprio allora, però, il fiume Uji straripò e migliaia di persone restarono senza cibo e senza riparo. Tetsugen spese tutto il denaro che aveva raccolto per il suo amato progetto, per aiutare quella povera gente.
In seguito ricominciò a raccogliere fondi. Passarono di nuovo parecchi anni prima di riuscire a trovare tutto il denaro di cui aveva bisogno. Poi scoppiò un’epidemia in tutto il paese, e Tetsugen diede via tutto quanto aveva raccolto per aiutare i sofferenti.
Ancora una volta ripartì e, venti anni dopo, finalmente poté realizzare il suo sogno di stampare le scritture in giapponese. La pressa che produsse la prima edizione dei sutra è conservata presso il monastero di Obaku, a Kyoto.
I giapponesi raccontano ai loro figli che Tetsugen pubblicò in tutto tre edizioni dei sutra e che le prime due sono invisibili e di gran lunga superiori alla terza.

 

 

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I DUE FRATELLI CHE SI AMAVANO

 

Due fratelli, uno scapolo e l’altro sposato, possedevano una fattoria dal suolo fertile, che produceva grano in abbondanza. A ciascuno dei due fratelli spettava metà del raccolto.
All’inizio tutto andò bene. Poi, di tanto in tanto, l’uomo sposato cominciò a svegliarsi di soprassalto durante la notte e a pensare:
“Non è giusto così. Mio fratello non è sposato e riceve metà di tutto il raccolto. Io ho moglie e cinque figli, non avrò quindi da preoccuparmi per la vecchiaia. Ma chi avrà cura del mio povero fratello quando sarà vecchio? Lui deve mettere da parte di più per il futuro di quanto non faccia ora, è logico quindi che ha più bisogno di me”.
E con questo pensiero, si alzava dal letto, entrava furtivamente in casa del fratello e gli versava un sacco di grano nel granaio. Anche lo scapolo cominciò ad avere questi attacchi durante la notte.
Ogni tanto si svegliava e diceva fra sé: “Non è affatto giusto così. Mio fratello ha moglie e cinque figli e riceve metà di quanto la terra produce. Io non ho nessuno oltre a me stesso da mantenere. È giusto allora che il mio povero fratello, che ha evidentemente molto più bisogno di me, riceva la mia stessa parte?”
Quindi si alzava dal letto e andava a portare un sacco di grano nel granaio del fratello.
Un giorno si alzarono alla stessa ora e si incontrarono, ciascuno con in spalla un sacco di grano! Molti anni più tardi, dopo la morte, si venne a sapere la loro storia. Così, quando i loro concittadini decisero di costruire un tempio, essi scelsero il punto in cui i due fratelli si erano incontrati, poiché secondo loro non vi era un luogo più santo di quello in tutta la città.

La vera differenza nella religione non è fra chi pratica il culto e chi non lo pratica ma fra chi ama e chi non ama.

 

AL MESSIA CI PENSERÀ DIO

Un ricco fattore entrò in casa trafelato ed esclamò con voce angosciata: “Rebecca, in città si racconta un fatto terribile, è arrivato il Messia!”
“Che cosa c’è di così tremendo in tutto questo?” domandò la moglie. “Penso che sia una cosa bellissima. Perché sei così sconvolto?”
“Perché sono sconvolto?” esclamò l’uomo. “Dopo tutti questi anni di fatica e sudore abbiamo finalmente raggiunto l’agiatezza. Possediamo mille capi di bestiame, i nostri granai sono pieni di grano e i nostri alberi carichi di frutti. Ora dovremo dare via tutto e seguirlo”.
“Calmati”, disse la moglie per consolarlo. “Il Signore Dio nostro è buono. Egli sa quanto abbiamo sempre dovuto patire noi ebrei. Abbiamo avuto il Faraone, Haman, Hitler, ogni volta uno diverso. Ma il nostro amato Dio ha trovato il modo di metterli tutti a posto, non è vero? Abbi fede allora, caro marito. Egli riuscirà a sistemare anche il Messia”.

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