La preghiera della rana (17° cap.) pag.55

La preghiera della rana1°

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UN GRANDE RINNOVAMENTO

Disse un predicatore a un amico: “Abbiamo appena conosciuto il più grande rinnovamento che la nostra chiesa abbia mai avuto in tanti anni”. “Quanti nuovi fedeli sono arrivati?”

“Nessuno. Ne abbiamo persi cinquecento”.

Gesù avrebbe applaudito! L’esperienza purtroppo dimostra come le nostre convinzioni religiose hanno lo stesso effetto sulla nostra santità personale di quello che ha un abito da sera sulla digestione di chi lo indossa.

IL FILOSOFO RISORTO

Un antico filosofo, morto da parecchi secoli, venne a sapere che i suoi seguaci travisavano i suoi insegnamenti. Poiché egli era una persona compassionevole e amante della verità, riuscì, dopo molti sforzi, a ottenere la grazia di tornare sulla terra per qualche giorno.

Gli ci volle un bel po’ di tempo per convincere i Suoi successori della sua vera identità. Una volta sistemate le cose, essi persero subito ogni interesse per quello che aveva da dire e lo scongiurarono di rivelare loro il segreto del suo ritorno sulla terra dopo la morte.

Fu solo dopo notevoli sforzi che egli riuscì finalmente a convincerli che non c’era modo di comunicare loro quel segreto e che era infinitamente più importante per il bene dell’umanità che essi restituissero al suo insegnamento la purezza originale. Un compito inutile!

Essi gli spiegarono: “Non capisci che quello che conta non è ciò che tu hai insegnato ma l’interpretazione che noi gli diamo? Dopo tutto, tu sei solo un uccello di passo, mentre noi siamo qui per restare”.

Quando muore Buddha, nascono le scuole.

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DI CHE COSA È FATTA LA MATERIA?

Tutti i filosofi, i teologi e i dottori della legge erano riuniti in tribunale per il processo al mullah Nasruddin

L’accusa era grave; egli era andato da una città all’altra dichiarando: “I vostri presunti capi religiosi sono ignoranti e confusionari”.

Perciò era stato accusato di eresia, un crimine per cui era prevista la pena di morte.

“Puoi parlare per primo”, dichiarò il Califfo.

Il mullah era perfettamente padrone di sé. “Fate portare carta e penna”, ordinò, “e datela ai dieci uomini più saggi di questa augusta assemblea”.

Con grande divertimento di Nasruddin, scoppiò una feroce disputa fra quei sant’uomini su chi fosse il più saggio fra loro. Quando la lite ebbe fine e ciascuno dei dieci prescelti fu rifornito di carta e penna, il mullah disse:

“Fate che ognuno di loro scriva la risposta alla seguente domanda:

DI CHE COSA È FATTA LA MATERIA?

Una volta scritte, le risposte furono consegnate al Califfo, il quale le lesse ad alta voce.

Una diceva: “Non è fatta di niente”. Un’altra: “Molecole”. Un’altra ancora: “Energia”. Altre: “Luce”, “Non so”, “Essenza Metafisica”, e così via.

Nasruddin disse allora al Califfo: “Quando troveranno un accordo su che cosa sia la materia, saranno idonei a giudicare i problemi dello spirito. Non è strano che non si trovino d’accordo su una cosa di cui essi stessi sono fatti, mentre sono unanimi nel definirmi un eretico?”

Non è la diversità dei nostri dogmi, ma il nostro dogmatismo che causa il danno. Quindi, se ciascuno di noi facesse quella che è fermamente persuaso sia la volontà di Dio, il risultato sarebbe il caos più completo. La colpa è della certezza.

La persona spirituale conosce l’incertezza, uno stato d’animo ignoto ai fanatici.

IL PESCATORE TRASFORMATO IN SANTO

Una sera un pescatore entrò di soppiatto nella proprietà di un uomo ricco e gettò la rete in un lago pieno di pesci. Il proprietario lo sentì e mandò le sue guardie a cercarlo. Quando vide tutta quella gente che lo cercava alla luce delle torce, il pescatore si affrettò a cospargersi il corpo di cenere e si sedette sotto un albero, come fanno i santoni in India.

Il padrone e le sue guardie non riuscirono a scovare il pescatore di frodo, pur avendolo cercato a lungo. Trovarono soltanto un santone coperto di cenere, che stava seduto sotto un albero assorto in meditazione.

Il giorno seguente si sparse la voce che un grande saggio aveva deciso di porre la sua dimora nei terreni dell’uomo ricco. La gente si radunò con fiori, frutta e anche molto denaro in segno di omaggio, poiché, secondo la loro credenza religiosa, i doni fatti a un santo procurano al donatore la benedizione di Dio.

Il pescatore trasformato in saggio era esterrefatto di fronte alla fortuna che gli era capitata. “È più facile vivere della fede di queste persone che non del sudore della fronte”, disse fra sé. E così continuò a meditare e non tornò mai più al suo lavoro.

Un re sognò di vedere un re in paradiso e un prete all’inferno. Si domandò come fosse possibile questo, poi udì una voce che diceva: “Il re è in paradiso, perché ha rispettato i preti. Il prete è all’inferno, perché è sceso a compromessi con i re”.

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