La preghiera della rana (22° cap.) pag.67

La preghiera della rana1°

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IL PARACADUTISTA SPAVENTATO

Le persone genuinamente religiose osservano la Legge ma non la temono…

“Qual è il suo mestiere?” chiese una signora a un giovane durante un ricevimento.

“Faccio il paracadutista”.

“Deve essere terribile buttarsi con il paracadute” disse la donna.

“Be’, ci sono dei momenti in cui capita di avere paura”.

“Mi racconti l’episodio più tremendo”.

“Ebbene”, disse il paracadutista, “credo sia stato quando sono atterrato su di un prato in cui c’era un cartello con scritto: VIETATO CALPESTARE L’ERBA”.

IL CALCIO DEL FUCILE IN LEGNO DI NOCE

… e non la venerano_ Un sergente chiese a un gruppo di reclute perché per il calcio dei fucili si usasse il legno di noce. “Perché è più duro degli altri legni”, rispose uno. “Sbagliato”, disse il sergente. “Perché è più elastico”. “Anche questo è sbagliato”. “Perché è più lucente”. “Ragazzi, avete ancora molto da imparare. Si usa il noce per il semplice motivo che sta scritto nei regolamenti!”

IL REGOLAMENTO DEL SERVIZIO TELEFONICO

… non ne fanno una regola assoluta… In una cittadina un tizio formò lo 016 per avere un’informazione sul numero di un abbonato. Una voce femminile dall’altro capo del filo dichiarò: “Spiacente, ma dovete formare lo 015”.

Egli ebbe l’impressione di avere udito la stessa voce quando aveva formato lo 015, perciò domandò: “Non è lei la signora con cui ho parlato poco fa?”

“Sì”, rispose la voce. “Oggi lavoro per tutte e due le linee”.

LA CENA DEVE ESSERE PRONTA ALLE SEI

… né la ingigantiscono oltre ogni limite… Il signor Smith aveva ucciso sua moglie e in sua difesa era stata invocata l’infermità mentale temporanea. Stava seduto nel banco dei testimoni e il suo avvocato gli chiese di descrivere con sue parole il delitto.

“Vostro Onore”, disse, “io sono un uomo tranquillo e abitudinario e vivo in pace con il mondo intero. Ogni giorno mi sveglio alle sette, faccio colazione alle sette e mezza, mi presento al lavoro alle nove, termino alle cinque, torno a casa alle sei, trovo la cena pronta sulla tavola, mangio, leggo i giornali, guardo la televisione e poi vado a coricarmi. Fino al giorno in questione…”

A questo punto cominciò ad ansimare e il suo sguardo divenne furioso.

“Vada avanti”, lo incoraggiò l’avvocato in tono tranquillo. “Dica alla corte che cosa è accaduto”.

“Nel giorno in questione mi svegliai alle sette, come al solito, feci colazione alle sette e mezza, arrivai al lavoro alle nove, me ne andai alle cinque, arrivai a casa alle sei e con sgomento scoprii che la cena non era pronta e di mia moglie neppure la traccia. Allora andai a cercarla in giro per la casa e la trovai a letto con uno sconosciuto. Perciò le sparai”.

“Descriva le sue emozioni nel momento in cui la uccise”, suggerì l’avvocato, ansioso di arrivare a quanto gli stava a cuore.

“Fui assalito da una rabbia incontrollabile. Ero fuori di me. Vostro Onore, signore e signori della giuria”, gridò battendo il pugno sul bracciolo della sedia, “quando torno a casa alle sei, pretendo che la cena sia pronta in tavola!”

NASRUDDIN TROVA UN DIAMANTE

… e neppure ne approfittano. Il mullah Nasruddin trovò un diamante sul ciglio della strada, ma, secondo la legge, chi trovava qualcosa la poteva tenere solo dopo aver annunciato il ritrovamento sulla piazza del mercato in tre occasioni diverse.

Nasruddin era troppo ligio alla religione per trascurare la legge, ma troppo avido per rischiare di perdere ciò che aveva trovato. Perciò per tre notti consecutive, quando fu sicuro che tutti dormivano della grossa, si recò al centro del mercato e là annunciò sottovoce: “Ho trovato un diamante per la strada che conduce in città. Chiunque ne conosca il proprietario, si metta immediatamente in contatto con me”.

Tutti naturalmente ne sapevano quanto prima, tranne un tizio che per caso si era affacciato alla finestra la terza notte e aveva sentito il mullah mormorare qualcosa.

Quando cercò di scoprire di che cosa si trattava Nasruddin rispose: “Non sono per nulla obbligato a dirtelo. Sappi solo questo: poiché sono una persona religiosa, sono uscito di notte a pronunciare alcune parole in ottemperanza alla legge”.

Per essere malvagi sul serio, non è necessario infrangere la legge. Basta osservarla alla lettera.

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