La preghiera della rana (23° cap.) pag.70

La preghiera della rana1°

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DUE TIPI DI SABATO

Presso gli ebrei il rispetto del sabato, il giorno consacrato al Signore, era in origine un fatto gioioso, ma troppi rabbini insistettero nell’accumulare ingiunzioni sul modo esatto di osservare il tipo di attività permesse, finché ci fu chi non osava neppure muoversi di sabato per paura di trasgredire a qualche regola.

Baal Shem, figlio di Eliezer, meditava spesso su questo problema. Una notte fece un sogno. Un angelo lo portò in cielo e gli mostrò due troni collocati molto più in alto degli altri.

“A chi sono destinati?”, domandò.

“Per te”, fu la risposta, “se farai uso della tua intelligenza, e per un uomo di cui ora ti verrà consegnato il nome e l’indirizzo”.

Poi fu condotto nel più profondo dell’inferno e gli furono mostrati due sedili vuoti.

“Per chi sono stati preparati?” domandò. “Per te”, fu la risposta, “se non farai uso della tua intelligenza, e per un uomo di cui ora ti verrà consegnato il nome e l’indirizzo”.

Nel suo sogno Baal Shem fece visita all’uomo che sarebbe stato suo compagno in paradiso. Lo trovò che viveva fra i gentili, del tutto ignaro dei costumi ebraici e al sabato preparava un banchetto in cui c’era molta allegria e a cui erano invitati tutti i gentili suoi vicini.

Quando Baal Shem gli chiese perché dava quel banchetto, l’uomo rispose: “Mi ricordo che durante la mia infanzia i miei genitori mi insegnavano che il sabato era un giorno di riposo e di gioia; perciò tutti i sabati mia madre preparava i cibi più succulenti e durante il pranzo cantavamo, ballavamo e facevamo festa. Anch’io oggi faccio lo stesso”.

Baal Shem cercò di istruire l’uomo sugli usi della sua religione, poiché egli era un ebreo ma evidentemente ignorava le norme rabbiniche. Ma restò ammutolito quando si accorse che la gioia di quella persona nel giorno di sabato sarebbe stata sciupata se fosse stato reso edotto delle sue mancanze.

Baal Shem, sempre in sogno, si recò poi a casa del suo compagno all’inferno. Scoprì che si trattava di una persona rigidamente osservante della legge, sempre preoccupata che la sua condotta fosse corretta. Il poveretto trascorreva ogni sabato in tensione per lo scrupolo, come se stesse seduto sui carboni ardenti.

Quando Baal Shem provò a rimproverarlo perché era troppo schiavo della legge, gli fu tolta la facoltà di parlare poiché si rese conto che l’uomo non avrebbe mai capito che l’osservanza delle norme religiose poteva trarlo in errore.

Grazie a queste rivelazioni ricevute in sogno, Baal Shem Tov creò un nuovo modello di obbedienza, secondo cui Dio è venerato nella gioia che nasce dal cuore. Quando la gente è allegra, è sempre buona; mentre quando è buona non sempre è allegra.

ATTENZIONE ATTENZIONE

Il prete annunciò che la domenica seguente sarebbe venuto in chiesa Gesù in persona. La gente arrivò in massa per vederlo. Tutti si aspettavano che predicasse, ma egli si limitò a sorridere al momento delle presentazioni e disse:

“Salve”.

Erano tutti disposti a ospitarlo per la notte, soprattutto il prete, ma egli rifiutò gentilmente l’invito e disse che avrebbe trascorso la notte in chiesa. Cosa che tutti approvarono. Egli se ne andò senza far rumore l’indomani mattina presto, prima che venissero aperte le porte della chiesa.

E, con orrore di tutti, il prete e gli altri scoprirono che la chiesa era stata oggetto di atti di vandalismo. Dovunque sulle pareti era scarabocchiata la parola:

ATTENZIONE . Non un solo angolo era stato risparmiato: le porte, le finestre, le colonne, il pulpito, l’altare, persino la Bibbia che stava sul leggio.

ATTENZIONE. Incisa a grandi e piccole lettere, a matita e a penna e dipinta in tutti i colori possibili. Dovunque l’occhio si posasse, si potevano scorgere le parole:

“ATTENZIONE, attenzione, attenzione, ATTENZIONE, attenzione, attenzione…” Scandaloso. Irritante. Sconcertante. Affascinante. Terrificante.

A che cosa dovevano fare attenzione? Non c’era scritto nulla. Soltanto ATTENZIONE.

Il primo impulso della gente fu quello di cancellare ogni traccia di quella sozzura, di quel sacrilegio, e si trattennero soltanto perché pensavano che era stato Gesù stesso a compiere un simile gesto.

Quella misteriosa parola ATTENZIONE incominciò a infiltrarsi nella mente delle persone ogni volta che si recavano in chiesa.

Essi presero a fare attenzione alle scritture e così riuscirono a trarne vantaggio senza diventare bigotti.

Fecero attenzione ai sacramenti, così furono santificati senza diventare superstiziosi.

Il sacerdote cominciò a stare attento al potere che esercitava sui fedeli, così poté essere loro di aiuto senza doversi imporre. E tutti fecero attenzione alla religione, che può trasformare gli incauti in ipocriti.

Diventarono cauti nell’accettare i decreti della chiesa e così, pur essendo ligi alla legge, dimostrarono compassione per i più deboli.

Cominciarono a stare attenti a come pregavano, così non persero più la fiducia in se stessi e si comportarono nello stesso modo persino nei confronti del concetto che avevano di Dio, in modo da riuscire a riconoscerlo anche fuori dei confini ristretti della loro chiesa.

Ora la gente ha collocato la parola tanto scandalosa sopra l’ingresso della chiesa e la sera la si può vedere sfavillare lassù in alto illuminata da multicolori luci al neon.

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