La preghiera della rana (24° cap.) pag.73 GRAZIA

La preghiera della rana1°

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LA PROVVIDENZA IN TRE BARCHE DI SALVATAGGIO

Un prete stava seduto accanto alla finestra, intento a preparare una predica sulla Provvidenza, quando udì un rumore come di un’esplosione. Subito dopo vide della gente che correva avanti e indietro in preda al panico e scoprì che aveva ceduto una diga, il fiume era in piena e si stavano evacuando le persone. Il prete vide che l’acqua saliva dalla strada sottostante. Fece un po’ fatica a soffocare il panico che lo stava attanagliando, ma si disse:

“Sono qui a preparare una predica sulla Provvidenza ed ecco che mi si presenta l’occasione per mettere in pratica quello che raccomando agli altri. Non fuggirò, starò qui e confiderò nella salvezza che mi verrà dalla Provvidenza divina”.

Quando l’acqua raggiunse la sua finestra, arrivò una barca carica di persone. “Salti dentro, padre”, gridarono.

“No, no, figli miei”, replicò il sacerdote con calma. “Confido nella Provvidenza di Dio che mi salverà”.

Il padre tuttavia salì sul tetto e, quando l’acqua arrivò fino lassù, passò un’altra barca carica di persone, le quali incoraggiarono il prete a salire. Ma egli rifiutò di nuovo. Alla fine dovette arrampicarsi in cima al campanile.

Quando l’acqua gli arrivò alle ginocchia e gli mandarono un poliziotto a salvarlo in una lancia a motore, “No, grazie, agente”, egli esclamò con un sorriso tranquillo. “Ho fiducia in Dio, capisce? Lui non mi abbandonerà”.

Quando il prete annegò e andò in paradiso, la prima cosa che fece fu di lamentarsi con Dio:

“Mi sono fidato di te! Perché non hai fatto niente per salvarmi?”

“A dire il vero”, rispose Dio, “ti ho mandato ben tre barche!”

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POSSESSO E RINUNCIA

Due monaci viaggiavano insieme. Uno praticava lo spirito di possesso, l’altro credeva nella rinuncia. Stettero tutto il giorno a discutere sui loro diversi stili di vita, finché al calar della sera giunsero sulla riva di un fiume.

Quello che praticava la rinuncia non aveva denaro con sé e disse: “Non possiamo pagare il traghetto, ma perché preoccuparci del corpo? Passeremo la notte qui, lodando Dio e domani troveremo senz’altro qualche anima pia che ci offrirà un passaggio?”.

L’altro replicò: “Da questa parte del fiume non ci sono villaggi né capanne, e nemmeno un riparo. Saremo divorati dalle belve feroci o morsi dai serpenti o uccisi dal freddo. Sull’altra sponda potremo trascorrere la notte al sicuro. Io ho il denaro per pagare il traghettatore”.

Una volta giunti sull’altra riva, egli protestò con il suo compagno: “Hai visto il valore di avere con sé dei soldi? Ho potuto salvare la tua e la mia vita. Che ne sarebbe stato di noi se anch’io avessi praticato lo spirito di rinuncia come te?”

L’altro rispose: “Ma è stata proprio la tua rinuncia che ci ha portati sani e salvi fin qui, dal momento che hai dovuto privarti del tuo denaro per pagare il barcaiolo! Inoltre, poiché io non avevo un soldo in tasca, la tua tasca è diventata mia. Ho notato che non soffro mai, c’è sempre qualcuno che pensa a me”.

LA BEVANDA E IL TERREMOTO

Durante una festa in Giappone, un turista gustò per la prima volta una famosa bevanda giapponese. Dopo il primo sorso, notò che i mobili della stanza si spostavano.

“Questo liquore è molto forte”, disse al suo ospite.

“Non più di tanto”, replicò quest’ultimo. “In realtà c’è il terremoto”.

“ACCIPICCHIA, SE L’ABBIAMO FATTO BALLARE QUEL PONTE ! “

Un elefante fuggì dal branco e si precipitò correndo attraverso una piccola passerella di legno sospesa su un dirupo. Il vecchio ponte scricchiolò e tremò e quasi cedette sotto il peso del pachiderma. Una volta che questo fu giunto felicemente dall’altra parte, una pulce che se ne stava tutta tranquilla nell’orecchio dell’elefante esclamò con grande soddisfazione: “Accipicchia, se l’abbiamo fatto ballare quel ponte!”

LA VECCHIA E IL SUO GALLETTO

Una vecchia signora notò che il suo galletto iniziava ogni giorno a cantare con precisione scientifica subito prima che sorgesse il sole. Di conseguenza decise che era il canto del gallo a far sorgere il sole.

Quando il galletto all’improvviso morì, ella si affrettò a sostituirlo con un altro, per timore che l’indomani mattina il sole non sorgesse più.

Un giorno essa litigò con i vicini e decise di lasciare il villaggio insieme a sua sorella e andare ad abitare a parecchi chilometri di distanza. Quando, il giorno seguente, il suo galletto cominciò a cantare e, subito dopo, il sole fece capolino sopra l’orizzonte, ella ebbe la conferma di ciò che aveva sempre saputo: il sole ora sorgeva lì e il suo villaggio era al buio.

Bene, l’avevano voluto! Ogni tanto si domandava come mai i suoi ex vicini non venissero mai a implorarla di ritornare al villaggio con il suo gallo, ma finì con l’attribuirlo alla loro cocciutaggine e stupidità.

“Allora, questa era la prima volta che volavi. Hai avuto paura?” “Be’, a dire la verità, non osavo appoggiarmi del tutto al sedile!”

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