La preghiera della rana (25° cap.) pag.76 GRAZIA

La preghiera della rana1°

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LEGA IL CAMMELLO

Un discepolo arrivò a dorso di cammello alla tenda del suo maestro sufi. Smontò ed entrò nella tenda, fece un profondo inchino e disse:

“È così grande la mia fiducia in Dio che ho lasciato fuori il mio cammello senza legarlo, poiché sono convinto che Dio difende gli interessi di coloro che lo amano”.

“Vai subito a legare il cammello, sciocco!”, gridò il maestro.

“Dio non ha tempo da perdere facendo per te quello che tu sei perfettamente in grado di fare da solo!”

“TU E IL SIGNORE SIETE IN SOCIETÀ”

Goldberg aveva il più bel giardino della città e ogni volta che passava di li, il rabbino gli gridava:

“Il tuo giardino è stupendo. Tu e il Signore siete in società”.

“Grazie, Rabbi”, rispondeva Goldberg con un inchino. Questo andò avanti per giorni, settimane, mesi. Il rabbino, andando e tornando dalla sinagoga, esclamava almeno due volte al giorno:

“Tu e il Signore siete in società!”

finché Goldberg cominciò a essere seccato di questa espressione, con cui il rabbino desiderava in realtà rivolgergli un complimento. Così quando il rabbino di nuovo gli disse “Tu e il Signore siete in società”, Goldberg rispose:

“Sarà anche vero, ma avreste dovuto vedere questo giardino quando era di Dio soltanto!”

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HASAN FA LA GUARDIA ALLA GIACCA

Nelle sue Storie di Santi, Attar racconta di quando il grande sufi Habib Ajami si recò un giorno a fare il bagno nel fiume, lasciando la sua giacca incustodita sulla riva. Passò di lì per caso Hasan di Basra, vide la giacca e, pensando che fosse stata dimenticata da qualche sbadato, decise di farvi la guardia finché non fosse arrivato il proprietario.

Quando Habib venne a cercare la sua giacca, Hasan gli disse: “A chi hai affidato la tua giacca mentre facevi il bagno nel fiume? Avrebbero potuto rubarla!”

Habib rispose: “L’ho affidata a Colui che ti ha incaricato di farle la guardia!”

L’AIUTO DI DIO NEL DESERTO

Un uomo si smarrì nel deserto. Più tardi, nel descrivere la sua terribile avventura agli amici, spiegò come, per la disperazione si fosse inginocchiato e avesse invocato l’aiuto di Dio.

“E Dio ha esaudito la tua preghiera?” gli chiesero.

“Oh, no! Prima che lo facesse, è arrivato un esploratore che mi ha indicato il cammino”.

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FUTURI PADRI

Alcuni futuri padri aspettavano nervosamente, seduti in corridoio. Un’infermiera fece segno a uno di loro e disse: “Congratulazioni, è un maschio!”

Un altro gettò in terra il giornale che stava leggendo, saltò su e gridò: “Ehi, ma che sta succedendo? Io sono arrivato due ore prima!”

Purtroppo, non tutto si può programmare!

LA DELIBERA UFFICIALE

Il presidente della più grande Società Finanziaria del mondo era in ospedale. Uno dei vicepresidenti andò a trovarlo con questo messaggio:

“Le porto gli auguri del nostro consiglio di amministrazione perché lei possa guarire presto e vivere fino a cent’anni. Questa delibera è stata approvata a grande maggioranza con 15 voti a favore, 6 contrari e 2 astenuti”.

Smetteremo mai di cercare di bruciare il fuoco, bagnare l’acqua e dare colore alle rose?

NON DIMENTICARE CHE SIAMO IN AMERICA

Una famiglia di profughi aveva avuto un impressione assai positiva dell’America, soprattutto la piccola di sei anni, la quale ben presto si convinse che tutto quello che era americano non solo rappresentava il meglio, ma la perfezione assoluta. Un giorno una vicina le disse che aspettava un bambino, così Mary tornò a casa e volle sapere perché non poteva avere anche lei un bambino. La madre decise allora di informarla subito sui fatti della vita e, fra le altre cose, le spiegò che un bambino impiegava nove mesi ad arrivare.

“Nove mesi!”, esclamò Mary indignata.

“Ma, mamma, dimentichi che siamo in America?”.

“FAI LAVORARE PIÙ UOMINI”

“Mamma, voglio un fratellino”.

“Ma ne hai appena avuto uno”.

“Ne voglio un altro”.

“Ma non si può averne uno così presto. Per fare un fratellino ci vuole del tempo”.

“Perché non fai come papà in fabbrica?”

“E cioè?”

“Fai lavorare più uomini”.

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