La preghiera della rana (34° cap.) pag.93 I SANTI

La preghiera della rana1°

Pag. 93

MINISTRO, RABBINO E IL PRETE

Due manovali irlandesi lavoravano per strada, all’entrata di un postribolo. Poco dopo arrivò il ministro della locale chiesa protestante, si tirò giù il cappello sul viso ed entrò nell’edificio.

Pat disse a Mike: “Hai visto? Che ti aspettavi? È un protestante!” A distanza di poco tempo ecco spuntare un rabbino. Si tirò su il bavero della giacca ed entrò pure lui.

Pat commentò: “Che terribile esempio per la gente da parte di un’autorità religiosa!”

Alla fine ecco che arriva un prete cattolico, il quale si avvolge il mantello intorno al capo e si infila nel portone.

E Pat: “Oh, Mike, non è tremendo pensare che una delle ragazze si deve essere ammalata?”

IL VESCOVO SACRILEGO

Un uomo era solito recarsi a pesca nelle montagne del nord. Un giorno la sua guida si mise a raccontargli degli aneddoti sul vescovo a cui aveva fatto da accompagnatore l’estate precedente. “Sì”, spiegava la guida, “è un brav’uomo, a parte il suo linguaggio”.

“Vorrebbe dire che il vescovo bestemmia?”, chiese l’uomo. “Certamente, signore”, replicò la guida.

“Una volta aveva catturato un gran bel salmone, ma proprio quando stava per riportarlo a riva, il pesce si staccò dall’amo. Allora io dissi al vescovo: “Che maledetta sfortuna!”

E lui mi guardò negli occhi e disse: “È proprio vero”. Ma quella è l’unica volta che ho sentito il vescovo usare un linguaggio simile”.

TANZAN, IL BUONO PER NATURA

Durante l’epoca Meigi, vivevano a Tokyo due noti insegnanti, quanto mai diversi l’uno dall’altro. L’uno, Unsho, un maestro di Shingon, era il tipo che osservava meticolosamente ogni singolo precetto di Buddha.

Si alzava molto prima dell’alba, si coricava quando ancora non era notte, non toccava cibo dopo che il sole aveva superato lo zenith e non beveva nessun tipo di alcolici.

L’altro, Tanzan, era professore di filosofia presso l’Imperial Todai University. Non osservava alcuna prescrizione, tanto che mangiava quando ne aveva voglia e dormiva anche durante il giorno.

Un giorno Unsho fece visita a Tanzan e scoprì che aveva alzato il gomito, il che era assai scandaloso perché un buddhista non dovrebbe assaggiare neppure una goccia di liquore.

“Salve, amico mio”, esclamò Tanzan. “Perché non entri a bere qualcosa con me?”

Unsho si sentiva offeso, ma rispose in tono controllato: “Non bevo mai”.

“Se uno non beve, in realtà non è un essere umano”, ribatté Tanzan.

Questa volta Unsho perdette la pazienza. “Vorresti dire che io non sono umano perché non tocco ciò che Buddha ha esplicitamente proibito? E se non sono un uomo, che cosa sono?”

“Un Buddha”, proclamò Tanzan allegramente.

Tanzan morì con la stessa naturalezza con cui era vissuto. L’ultimo giorno della sua vita scrisse sessanta cartoline, su ciascuna delle quali era scritto: Me ne vado da questo mondo. Questo è il mio ultimo avviso.

Tanzan, 27 luglio 1982.

Chiese a un amico di imbucare le cartoline e poi spirò serenamente.

Il sufi Junaid di Bagdad dice: “È meglio un uomo sensuale ma simpatico che un santo antipatico”.

Pag. 96

LA RACCOGLITRICE DI VETRI SULLA SPIAGGIA

Una famiglia di cinque persone si stava godendo una giornata sulla spiaggia. I bambini facevano il bagno nell’oceano e costruivano castelli di sabbia, quando comparve in lontananza una vecchina. I capelli grigi le volavano con il vento e gli abiti erano sporchi e stracciati. Mormorava qualcosa fra sé e sé e intanto raccoglieva oggetti nella sabbia e li metteva in un sacco.

I genitori chiamarono i bambini vicino a sé e raccomandarono loro di stare lontani dalla vecchietta.

Quando passò accanto a loro, curvandosi di tanto in tanto per raccogliere roba, ella sorrise alla famiglia. Ma essi non ricambiarono il suo saluto.

Molte settimane dopo vennero a sapere che la vecchina da sempre si era assunto il compito di raccogliere pezzetti di vetro sulla spiaggia per evitare ai bambini di ferirsi i piedi.

L’ASCETA CHE FACEVA LE CAPRIOLE

In India si incontrano di frequente asceti che girano per le strade e in un villaggio una mamma aveva proibito a suo figlio qualsiasi contatto con loro, poiché, se alcuni erano considerati santi, altri avevano fama di essere dei truffatori travestiti.

Un giorno una donna guardò fuori dalla finestra e vide un asceta circondato dai bambini del villaggio. Notò con sorpresa che l’uomo, del tutto dimentico della sua dignità, faceva le capriole per divertirli. Fu così colpita da quello spettacolo che chiamò il suo bambino e disse: “Figlio, quello è un santo. Puoi andare da lui”.

IL PRETE CHE NON PENSAVA MAI MALE DI NESSUNO

C’era una volta un prete così santo che non pensava mai male di nessuno. Un giorno si sedette a un ristorante Per prendere una tazza di caffè, che era tutto quello che si poteva permettere poiché era giorno di magro e digiuno, quando, con sua grande sorpresa, vide al tavolo accanto al suo un giovane parrocchiano che divorava una gigantesca bistecca.

“Spero di non averla scandalizzata, Padre”, disse il giovane con un sorriso.

“Ah! Immagino che tu abbia dimenticato che oggi è giorno di magro e digiuno”, replicò il prete.

“No, no. Me lo ricordo benissimo”.

“Forse allora sei malato e il dottore ti ha proibito di digiunare”.

“Niente affatto. Sono nel fiore della salute”.

Al che il prete alzò gli occhi al cielo ed esclamò: “Che esempio ci dà questa giovane generazione, Signore! Vedi come questo giovane preferisce ammettere i propri peccati piuttosto che dire una bugia?”

LA GRASSA RISATA DI RINZAI

Si dice che ogni sera il grande maestro zen Rinzai, come ultimo gesto prima di andare a letto, scoppiasse in una grassa e sonora risata che riecheggiava per i corridoi e si sentiva in tutte 97

La preghiera della rana le costruzioni che sorgevano nell’area del monastero. E la prima cosa che faceva quando all’alba si svegliava era spanciarsi dalle risate con tanto fragore da destare tutti i monaci, anche quelli dal sonno pesante. I suoi discepoli gli chiesero più volte quale fosse il motivo di tante risate, ma egli non volle dirlo. E quando morì, si portò nella tomba il suo segreto.

DALL’AZIONE ALLA RISATA

Il maestro era particolarmente espansivo e perciò i suoi discepoli cercarono di farsi spiegare le fasi che aveva attraversato alla ricerca del divino. “Prima di tutto Dio mi condusse per mano”, disse, “nel Paese dell’Azione, dove rimasi per parecchi anni. Poi Egli ritornò e mi portò nel Paese del Dolore vissi laggiù finché il mio cuore non fu del tutto purificato da ogni attaccamento sbagliato. Allora mi trovai nel Paese dell’Amore, le cui fiamme ardenti consumarono ogni più piccola traccia del mio ego e potei giungere al Paese del Silenzio, dove furono svelati davanti ai miei occhi pieni di sorpresa i misteri della vita e della morte”. “Fu quella l’ultima tappa della vostra ricerca?” “No”, rispose il maestro, “un giorno Dio disse: “Oggi ti condurrò nel punto più sacro del Tempio, nel cuore stesso di Dio” e mi trovai nel Paese della Risata?”.

GESÙ CRISTO SI DICHIARA COLPEVOLE

“Prigioniero”, proclamò il Grande Inquisitore, “siete accusato di aver incoraggiato la gente a violare la legge, le tradizioni e le usanze della nostra santa religione. Siete colpevole o innocente?”

“Colpevole, Vostro Onore”.

“E in quanto a frequentare la compagnia di eretici, prostitute, pubblici peccatori, imposte, colonialisti e oppressori della nazione, in breve tutti gli scomunicati?”

“Colpevole, Vostro Onore”.

“Infine, siete accusato di aver modificato, corretto e messo in questione i sacri dogmi della nostra fede. Colpevole o innocente?

“Colpevole, Vostro Onore”.

“Come vi chiamate, prigioniero?”

“Gesù Cristo, Vostro Onore”.

Alcuni si spaventano nel vedere mettere in pratica la propria religione con la stessa intensità di quando la sentono contestare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close