La preghiera della rana (40° cap.) pag.108 L’IO

 

La preghiera della rana1°

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CHI SEI?

Una donna era in coma e stava morendo. Di colpo ebbe la sensazione di essere trasportata in paradiso e posta di fronte al trono del Giudizio.

“Chi sei?” le chiese una Voce.

“Sono la moglie del sindaco”, ella rispose.

“Non ti ho chiesto di chi sei moglie, ma chi sei tu”.

“Sono la mamma di quattro figli”.

“Non ti ho chiesto di chi sei madre, ma chi sei tu”.

“Sono una maestra di scuola”.

“Non ti ho chiesto che lavoro fai, ma chi sei”.

E andò avanti così. Qualsiasi cosa rispondesse, sembrava che la risposta non fosse mai quella giusta.

“Chi sei?”

“Sono una cristiana”.

“Non ti ho chiesto di che religione sei, ma chi sei”.

“Sono una che andava in chiesa tutti i giorni e aiutava sempre i poveri e i bisognosi”.

“Non ti ho chiesto che cosa fai, ma chi sei”.

Naturalmente ella non superò l’esame, tanto che fu rinviata sulla terra.

Quando guarì, decise di scoprire chi era e tutto cambiò.

Il tuo dovere è essere. Non essere qualcuno, non essere nessuno, poiché lì si annida la cupidigia e l’ambizione, non essere questo o quello, e lasciarsi quindi condizionare, ma essere e basta.

CHI È UN HIPPY?

Un tizio dall’aria preoccupata entra nello studio di uno psichiatra fumando marijuana e indossando una collana di perline, i pantaloni a zampa d’elefante sfrangiati all’orlo e i capelli lunghi fino alle spalle.

Lo psichiatra dice: “Lei afferma di non essere un hippy. E allora come spiega il suo abbigliamento, i capelli lunghi e la droga?”

“È proprio quello che sono venuto a scoprire, dottore”. Conoscere le cose significa essere colti. Conoscere gli altri significa essere saggi. Conoscere se stessi significa essere illuminati.

NASTRI INGLESI VUOTI

Uno studente si rivolse all’addetto del laboratorio linguistico e chiese:

“Mi può dare un nastro vuoto, per piacere?”

“Che lingua studia?”, domandò l’addetto.

“Il francese”, risponde lo studente. “Mi dispiace, ma non abbiamo nastri vuoti in francese”.

“Be’, avete nastri vuoti in inglese?”

“Sì, certamente?”.

“Va bene, allora ne prendo uno”.

È altrettanto assurdo parlare di nastri vuoti francesi o inglesi quanto lo è parlare di una persona definendola inglese o francese.

La nazionalità è una caratteristica non un’identità.

Un bambino nato da genitori americani e adottato da una famiglia russa, il quale ignora il fatto dell’adozione e diventa da grande un famoso patriota e poeta che esprime l’inconscio collettivo dell’anima russa e le aspirazioni della Madre Russia, è russo o americano? Nessuno dei due.

Scoprite chi/che cosa siete. “Che cosa ci fai con quella porta sotto il braccio?” “È la porta di casa mia. Ho perso la chiave e sto andando a farne una nuova”.

“Sta’ attento a non perdere anche la porta, altrimenti non potrai più entrare in casa”.

“Be’, per sicurezza ho lasciato una finestra aperta”.

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