La preghiera della rana (42° cap.) pag.112 —————————AMORE—————————-

 

“ERO SICURO CHE SARESTI VENUTO”

“Signore, il mio amico non è tornato dal campo di battaglia. Chiedo il permesso di andare a prenderlo”.

“Permesso non concesso”, replicò l’ufficiale. “Non voglio che rischi la vita per un uomo che probabilmente è già morto”.

Il soldato uscì lo stesso e rientrò un’ora dopo ferito mortalmente, trasportando il cadavere dell’amico.

L’ufficiale era fuori di sé dalla rabbia. “Te l’avevo detto che era morto. Ora vi ho persi tutti e due. Dimmi, valeva la pena di rischiare per portare indietro un cadavere?”

Il soldato morente rispose: “Oh, sì, signore. Quando l’ho raggiunto, era ancora vivo e mi ha detto: “Jack, ero sicuro che saresti venuto””.

LA TRASFUSIONE DI SANGUE

Una bambina stava morendo di una malattia da cui qualche tempo prima era guarito il fratellino di otto anni.

Il dottore disse al bambino: “Solo una trasfusione con il tuo sangue può salvare la vita di tua sorella. Sei disposto a donarle il tuo sangue?”

Il piccolo aveva gli occhi dilatati per la paura. Esitò un momento e alla fine disse: “D’accordo, dottore. Lo farò”.

Un’ora dopo la trasfusione il ragazzino domandò timorosamente: “Mi dica, dottore, quando morirò?”

Solo allora il dottore si rese conto del perché di quell’attimo di paura che egli aveva avuto: aveva pensato che donare il sangue alla sorella significava darle la propria vita.

L’AMORE DEI PROPRI FAMILIARI

Un discepolo desiderava ardentemente rinunciare al mondo ma sosteneva che la sua famiglia l’amava troppo per lasciarlo andare.

“Amore?”, disse il guru. “Quello non è affatto amore. Ascolta…”

E rivelò al giovane un metodo yoga segreto con cui era possibile simulare la morte. Il giorno seguente l’uomo appariva morto a tutti gli effetti e la sua casa riecheggiava dei pianti e lamenti dei familiari.

Allora comparve il guru, il quale informò i parenti in lacrime che aveva il potere di riportare in vita il giovane a patto che qualcuno si offrisse di morire al suo posto.

C’era qualche volontario?

Con grande stupore del “morto”, ciascun membro della famiglia cominciò ad addurre dei validi motivi per cui era necessario che si conservasse in vita. La moglie riassunse i sentimenti di tutti dicendo: In realtà non è necessario che qualcuno prenda il suo posto. Possiamo fare a meno di lui”.

CHE COSA LA GENTE SALVA PER PRIMA

Tre adulti prendevano il caffè in cucina, mentre i bambini giocavano per terra. La conversazione cadde su ciò che avrebbero fatto in caso di pericolo e ciascuno di loro affermò che per prima cosa avrebbe salvato i bambini.

All’improvviso scoppiò la valvola della pentola a pressione, provocando un’esplosione di vapore nel locale. Nel giro di pochi secondi tutti fuggirono dalla cucina, a eccezione dei bambini che giocavano sul pavimento.

LACRIME AL FUNERALE

Al funerale di un uomo molto ricco, tutti notarono un estraneo che piangeva e si disperava come gli altri.

Il celebrante gli si avvicinò e gli chiese: “Lei è forse un parente del morto?”

“No”.

“Allora perché piange?”

“Proprio per quello”.

Il rimpianto, in qualunque circostanza, è sempre per se stessi.

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