La preghiera della rana (44° cap.) pag.115 —————————AMORE—————————-

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Pag. 115

“NON VUOLE CHE ME”

“Pensa di poter dare a mia figlia ciò che vuole?” chiese un tizio a un pretendente.

“Certamente, signore. Lei dice che non vuole che me”.

Nessuno lo chiamerebbe amore se ciò che lei voleva fosse stato il denaro. Perché è amore se ciò che vuole sei tu?

L’INNAMORATA E L’OROLOGIO COSTOSO

Quando Roberto, un quattordicenne, si innamorò di una vicina di casa sua coetanea vendette tutto ciò che aveva e accettò anche dei lavoretti pur di guadagnare il denaro necessario per comprare alla sua bella l’orologio costoso che desiderava.

I suoi genitori erano sgomenti ma decisero che era meglio non intervenire.

Arrivò il giorno dell’acquisto e Roberto ritornò dalla spedizione regalo senza aver speso una lira.

Questa è la sua spiegazione: “L’ho portata dal gioielliere e lei ha detto che l’orologio non le interessava più. Preferiva qualcos’altro, come un braccialetto, una collana o un anello d’oro. Mentre girava per il negozio intenta a scegliere mi sono ricordato che una volta il nostro insegnante aveva detto che prima di comprare qualcosa dobbiamo chiederci a che cosa ci può servire. Allora mi sono accorto che in realtà non avevo bisogno di lei, così sono uscito dal negozio e me ne sono andato”

IL FUNERALE DELLA SIGNORA TARTARUGA

Un ragazzino provò un immenso dispiacere nel trovare la sua tartaruga a pancia all’aria, immobile e senza vita accanto allo stagno.

Suo padre fece del suo meglio per consolarlo: “Non piangere, figliolo. Prepareremo un bel funerale per la signora Tartaruga; le costruiremo una piccola bara tutta foderata di seta e chiederemo al becchino di porre sulla tomba una lapide con inciso il nome della signora Tartaruga. Poi le porteremo ogni giorno dei fiori freschi e porremo tutt’intorno un piccolo steccato”.

Il bambino si asciugò gli occhi e si dichiarò entusiasta dell’idea. Quando tutto fu pronto, il padre, la madre, la cameriera e il bambino in testa partirono in corteo marciando con aria solenne verso lo stagno dov’era la morta. Ma questa era scomparsa. All’improvviso scorsero la signora Tartaruga che emergeva dal fondo del laghetto, nuotando allegramente. Il piccolo fissò la sua amica in preda a profonda delusione ed esclamò: “Uccidiamola”.

In realtà quello che più mi sta a cuore non sei tu, ma l’ebbrezza che provo nell’amarti.

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