La preghiera della rana (50° cap.) pag.128 —————————AMORE—————————-

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Pag.128

“LEI NON HA FAMIGLIA”

La famiglia era riunita per la cena. Il figlio maggiore annunciò che stava per sposare la ragazza della casa di fronte.

“Ma i suoi non le hanno lasciato una lira”, obiettò il padre.

“E lei non ha messo nulla da parte”, aggiunse la madre.

“Non si intende affatto di calcio”, disse il fratello più piccolo.

“Non ho mai visto una ragazza pettinata in modo così buffo!”, osservò la sorella.

“Non fa che leggere romanzi”, commentò lo zio.

“E che cattivo gusto nel vestire!”, disse la zia.

“Certo, non lesina cipria e belletto!”, aggiunse la nonna.

“È vero”, ribatté il ragazzo. “Ma lei ha un enorme vantaggio su tutti noi”.

“E quale?”, chiesero tutti in coro.

“Non ha famiglia!”

ANASTASIO E LA BIBBIA RUBATA

L’abate Anastasio possedeva un libro di pergamena finissima che valeva venti denari. Conteneva il Vecchio e il Nuovo Testamento completi. Una volta venne a fargli visita un certo monaco, il quale vide il libro e lo portò via. Quel giorno, quando Anastasio decise di leggere le Sacre Scritture, si accorse che il libro era sparito e capì subito che l’aveva preso il monaco. Ma preferì non denunciarlo, per timore che egli aggiungesse a quello del furto il peccato dello spergiuro. Il monaco intanto si era recato in città per vendere il libro. Chiedeva diciotto denari.

L’acquirente disse: “Dammi il libro, in modo che io possa appurare se vale così tanto denaro”.

E portò il libro al santo Anastasio, dicendo: “Padre, gli dia un’occhiata e mi dica se ritiene che valga diciotto denari”.

Anastasio replicò: “Sì, è un libro molto bello e a quel prezzo un vero affare”.

Il compratore ritornò quindi dal monaco e gli disse: “Ecco il denaro. Ho mostrato il libro a Padre Anastasio ed egli ha dichiarato che vale diciotto denari”.

Il monaco era strabiliato. “È tutto ciò che ha detto? Non ha aggiunto altro?”

“No, non ha detto una parola di più”.

“Be’, ho cambiato idea, non voglio più vendere il volume”.

Poi ritornò da Anastasio e lo scongiurò fra le lacrime di riprendersi il libro, ma Anastasio rispose gentilmente: “No, fratello, tienilo. Te lo regalo”.

Ma il monaco spiegò: “Se non lo riprendete, non avrò pace”. E il monaco rimase con Anastasio fino alla fine dei suoi giorni.

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