La preghiera della rana (56° cap.) pag.140 ———————VERITA’—————————-

La preghiera della rana1°

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“IO NON SONO UNO STRANIERO”

Può essere relativa.

Un turista americano viaggiava all’estero per la prima volta. All’arrivo nel suo primo aeroporto straniero, dovette scegliere fra due ingressi diversi, uno con l’indicazione RESIDENTI e l’altro STRANIERI. Si precipitò subito verso il primo e quando gli fu spiegato che doveva fare la fila dall’altra parte, protestò: “Ma io non sono straniero, sono americano!”

IL PUBBLICO ERA UN DISASTRO

Quando il drammaturgo inglese Oscar Wilde arrivò al club a notte tarda, dopo aver assistito alla prima di uno spettacolo teatrale che era stato un vero fiasco, qualcuno gli domandò:

“Com’è andata la commedia stasera, Oscar?”

“Oh”, rispose Wilde, “la commedia è stata un gran successo. È il pubblico che era un disastro”.

NELLA CINA DEL SUD CANTANO GLI UCCELLI

e concreta…

Disse un giorno un monaco a Fuketsu: “Una volta avete detto una cosa che mi ha lasciato perplesso, e cioè che la verità si può comunicare senza parlare e senza stare in silenzio. Mi potreste spiegare che cosa significa?”

Fuketsu rispose: “Quando ero ragazzo nella Cina del sud, come cantavano gli uccelli fra le gemme in primavera!”

Penso, dunque sono inconsapevole: nel momento in cui penso dimoro nel mondo IRREALE dell’astrazione o del passato o del futuro.

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LA RANA E L’OCEANO

… e pur incommensurabile…

Una rana aveva trascorso tutta la sua vita in un pozzo. Un giorno ebbe la sorpresa di trovarvi un’altra rana.

“Da dove vieni?”, le domandò.

“Dal mare. È là che vivo”, rispose l’altra.

“Com’è il mare? È grande come il mio pozzo?”

La rana che veniva dal mare si mise a ridere.

“Non c’è confronto”, disse. La rana del pozzo finse interesse per ciò che la sua ospite raccontava del mare, ma dentro di sé pensava:

“Di tutti i bugiardi che ho conosciuto nella mia vita, questa è senz’altro la peggiore, e la più spudorata!”

Come si fa a parlare dell’oceano a una rana che vive in un pozzo, o della realtà a un ideologo?

LA FUNE SOSPESA SULL’ABISSO

La verità e ciò che uno fa.

I discepoli di Baal Shem un giorno chiesero: “Rabbi caro, dicci come dobbiamo servire Dio”.

Egli rispose: “Come faccio a saperlo?”

… poi raccontò loro l’episodio seguente: Un re aveva due amici che furono dichiarati colpevoli di un delitto e condannati a morte. Pur amandoli, il re non osò graziarli per timore di dare cattivo esempio al suo popolo, perciò emise il seguente verdetto: “Si stenda una fune attraverso un burrone profondo e ciascuno dei condannati vi cammini sopra, verso la libertà, o verso la morte, nel caso di caduta”.

Il primo riuscì ad arrivare sano e salvo dall’altra parte, l’altro allora gli gridò: “Amico, dimmi come hai fatto”.

E quello di rimando: “Che ne so? Ogni volta che pendevo da una parte, mi inclinavo verso quella opposta”.

Non si impara a scuola ad andare in bicicletta.

Il bambino all’elettricista: “Che cos’è l’elettricità?” “Veramente non lo so, ragazzo mio, però posso fare in modo che ti dia la luce”.

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