La preghiera della rana (57° cap.) pag.142 ———————VERITA’—————————-

La preghiera della rana1°

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LA VERITÀ STA NELLE FACCENDE DOMESTICHE

Un uomo chiese a Bayazid di prenderlo come suo discepolo.

“Se sei in cerca della verità”, gli disse Bayazid, “ci sono dei compiti da svolgere e dei doveri a cui assolvere”.

“Di che si tratta?”

“Dovrai attingere l’acqua e tagliare la legna, pulire la casa e cucinare”.

“Ma io sono in cerca della verità, non di un lavoro”, replicò l’uomo mentre si allontanava. Poco dopo la morte del rabbino Mokshe, il rabbino Mendel di Kotyk chiese a uno dei discepoli: “A che cosa più di tutte dava importanza il tuo maestro?”

Il discepolo ci pensò su un attimo e poi rispose: “A quello che stava facendo in quel momento”.

“A TE DARÒ IL MIDOLLO”

Si esprime soprattutto nel silenzio…

Bodhidharma è considerato il primo patriarca zen. Fu lui a introdurre il buddhismo dall’India alla Cina nel sesto secolo. Quando decise di ritornare a casa, radunò i suoi discepoli cinesi per scegliere un successore.

Per mettere alla prova la loro capacità di percezione, pose a ciascuno la seguente domanda: “Che cos’è la verità?”

Dofuku rispose: “La verità è ciò che non si può né negare né affermare”.

Bodhidharma disse: “Avrai la mia pelle”.

La monaca Soij dichiarò: “È come la visione della terra di Buddha avuta da Ananda, un lampo che subito svanisce”.

Bodhidharma commentò: “A te darò la mia carne”.

Doiku disse: “I quattro elementi, il vento, l’acqua, la terra e il fuoco, sono vuoti. La verità è il nulla”.

Bodhidharma replicò: “Tu avrai le mie ossa”.

Alla fine il maestro si volse verso Eka, il quale si prostrò a terra, sorrise e restò in silenzio.

Bodhidharma disse: “A te darò il mio midollo”.

 

 

IL SUCCESSORE È HUI-NENG

Il quinto patriarca zen, Hung-jun, scelse Hui-neng come successore fra monaci. Quando gli chiesero il perché della egli rispose: “Gli altri quattrocentonovantanove hanno dimostrato di conoscere perfettamente il buddhismo. Soltanto Hui-neng non ci capisce nulla. È il tipo di uomo che non rientra negli schemi comuni, perciò è toccato a lui lo scettro della vera successione”.

NON SI DEVE CONFONDERE LA GIURIA

… e richiede quella qualità straordinaria dell’animo umano che è l’apertura mentale…

La storia racconta che quando il Nuovo Messico entrò a far parte degli Stati Uniti e nel nuovo stato si inaugurò la prima seduta del tribunale, il giudice che fungeva da presidente era un ex cowboy e accanito cacciatore di indiani. Egli prese posto dietro la scrivania e diede inizio al processo.

Un uomo era stato accusato di avere rubato dei cavalli. Iniziò a parlare l’avvocato della pubblica accusa, che interrogò la vittima e i testimoni.

L’avvocato della difesa si alzò quindi in piedi e disse: “Ed ora, vostro Onore, vorrei presentare la versione dei fatti del mio cliente”.

Replicò il giudice: “Sedete. Non è necessario, servirebbe solo a confondere la giuria!”

Se hai un orologio solo sai l’ora. Se ne hai due non sai mai qual è quella giusta.

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