La preghiera della rana (59° cap.) pag.145 ———————VERITA’—————————-

La preghiera della rana1°

Pag.145

CHI È CHE GUIDA?

… e dal modo di esprimersi nelle diverse culture.

Una ragazza americana che prendeva lezioni di ballo in una scuola di danza all’antica mostrava una certa tendenza a guidare il proprio cavaliere, il che spingeva spesso quest’ultimo a protestare: “Ehi! Ma chi è che guida, tu o io?”

Un giorno le capitò come cavaliere un ragazzo cinese, il quale, dopo aver danzato con lei per pochi minuti, sussurrò con garbo: “Non è in genere preferibile che nel corso della danza la dama metta da parte qualsiasi pregiudizio circa la direzione in cui la coppia si muove?”

NATURALMENTE STAI ANDANDO A CALCUTTA

Talvolta è mascherata dalla sincerità…

Due commessi viaggiatori s’incontrano sulla banchina della stazione.

“Salve”.

“Salve”.

Silenzio.

“Dove stai andando?”

“A Calcutta”.

Silenzio.

“Stammi a sentire! Quando dici che vai a Calcutta, sai bene che io penserò che in realtà vai a Bombay. Si dà invece il caso che io sappia che tu a Calcutta ci vai davvero e allora perché non dici la verità?”

“PAPA’, SONO TORNATO”

… e talvolta è rivelata dalle menzogne…

Un soldato fu mandato in gran fretta a casa dal fronte perché il padre stava morendo. Per lui era stata fatta un’eccezione perché egli era l’unico familiare che gli restava. Quando varcò la soglia del reparto di rianimazione si accorse subito che l’uomo semincosciente e pieno di tubicini non era suo padre. Qualcuno aveva commesso un errore madornale e aveva rispedito a casa la persona sbagliata.

“Quanto gli resta ancora da vivere?” egli chiese al dottore.

“Ancora poche ore. Siete arrivato appena in tempo”.

Il soldato pensò al figlio del morente che combatteva Dio solo sa a quanti chilometri di distanza. Pensò al vecchio che restava attaccato alla vita nella speranza di rivedere il figlio ancora una volta prima di morire e prese una decisione.

Si curvò verso il malato, gli prese la mano e disse dolcemente: “Papà, sono qui, sono tornato”.

Il morente afferrò la mano che l’altro gli Porgeva; volse in giro gli occhi ormai incapaci di vedere, il viso si distese in un sorriso sereno e restò così finché sopravvenne la morte, un’ora più tardi.

IL PADRE DELLA VITTIMA

… ma sempre a proprio rischio e pericolo…

In una cittadina era avvenuto un incidente d’auto. La vittima era circondata da una tale ressa di persone che un giornalista non riusciva ad avvicinarsi abbastanza per vederla.

Gli venne allora un’idea. “Sono il padre della vittima!”, gridò. “Per favore, fatemi passare”.

La folla gli fece largo ed egli poté arrivare al punto esatto in cui era avvenuto l’incidente, scoprendo, con grande imbarazzo, che la vittima era un asino.

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