———LA PREGHIERA DELLA RANA ——– secondo volume cap. 2 pag.7

La preghiera della rana1°

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SCELTO PER APPLAUDIRE

Il piccolo Johnny doveva sostenere un provino per una recita scolastica. La mamma sapeva che lui ci teneva molto, ma temeva che non ce la facesse. Il giorno dell’assegnazione delle parti, Johnny tornò da scuola e si gettò fra le braccia della madre tutto fiero ed emozionato.

«Mamma», gridò, «indovina che cosa è successo? Mi hanno scelto per fare la claque!»

Dalla pagella di uno scolaretto: «Samuele partecipa attivamente al canto corale, collaborando con il suo ascolto».

RACCOGLIERE SASSI SULLA LUNA

Uno dei pochi uomini che abbiano mai messo piede sulla luna racconta come, una volta giunto lassù, avesse dovuto sopprimere ogni impulso artistico. Ricordava che aveva rivolto lo sguardo alla Terra ed era rimasto incantato da quella vista. Per qualche istante era stato assolutamente incapace di muoversi e aveva pensato:

«Mamma mia, quant’è bella!» Poi si era subito scosso e si era detto:

«Smettila di perdere tempo e vai a raccogliere i sassi».

Ci sono due tipi di educazione: quella che ti insegna come guadagnarti da vivere e quella che ti insegna come vivere.

NON MI RICORDO PIÙ COME SI FA A FERMARSI

Un giorno fu chiesto a Andrew Carnegie, uno degli uomini più ricchi del mondo: «È vero che avreste potuto fermarvi in qualsiasi momento, perché possedevate molto di più di quanto vi servisse?»

Egli rispose: «Sì, è vero. Ma non riuscivo a fermarmi. Non mi ricordavo più come Si faceva».

Molti sono convinti che, se si fermano a pensare e interrogarsi, poi non saranno più capaci di ripartire.

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L’ISOLA FAMOSA

Un vecchio aveva vissuto quasi tutta la vita in quella che veniva considerata una delle isole più belle del mondo.

Ora che era ritornato a trascorrere i suoi ultimi anni nella grande città, gli dissero: «Deve essere stato stupendo vivere così tanto tempo su un’isola che è considerata una delle meraviglie del mondo».

Il vecchio ci pensò su un po’ e poi rispose: «Be’, a dire il vero, se avessi saputo che era così famosa, un’occhiata gliel’avrei anche data!»

La gente non ha bisogno di imparare a guardare. Basta che si tenga alla larga dalle scuole che la rendono cieca.

I BAMBINI DI WHISTLER

Agli inizi del 1850, il pittore americano James McNeill Whistler trascorse un breve e poco brillante periodo di tempo presso l’Accademia militare di West Point.

Si racconta che, quando fu incaricato di disegnare un ponte, egli ne tratteggiò uno molto romantico in pietra con tanto di sponde verdeggianti e due bambini intenti a pescare.

«Fai sparire quei piccoletti dal ponte!» urlò l’istruttore. «Questo è un esercizio di ingegneria!»

Whistler tolse i bambini dal ponte, li trasferì sulla riva del fiume e sottopose di nuovo il disegno al giudizio dell’istruttore.

Questi urlò imbestialito: «Ti ho detto di levare di mezzo questi marmocchi. Non li voglio più vedere!»

Ma lo spirito creativo di Whistler era troppo grande.

Nella nuova versione, i bambini «non si vedevano più» davvero. Restavano soltanto due piccoli tumuli lungo la riva del fiume.

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