——–LA PREGHIERA DELLA RANA ——– secondo volume cap. 10 pag. 26

La preghiera della rana1°

Pag. 26

MANDATE A CHIAMARE UN ALTRO MEDICO

Il dottore decise che era giunta l’ora di dire la verità al paziente: «Sento il dovere di dirvi che siete molto malato e vi restano al massimo due giorni da vivere. Avrete sicuramente le vostre cose da sistemare. C’è qualcuno che desiderate vedere?»

«Sì», rispose l’altro con un filo di voce.

«Chi?» domandò il dottore.

«Un altro medico».

LA CELEBRITÀ DI MARK TWAIN

Un giovane scrittore confidò un giorno a Mark Twain di non avere più molta fiducia nelle proprie doti letterarie «A voi non è mai capitato di sentirvi così?» gli domandò.

«Sì», rispose Twain. «Una volta, quando erano quasi quindici anni che scrivevo, all’improvviso ebbi la sensazione di non possedere alcun talento come scrittore».

«Allora che cosa faceste? Smetteste di scrivere?»

«Non potevo, ormai ero famoso».

FARE IL DIRETTORE D’ORCHESTRA

Una volta un tizio andò da un impresario suo amico e gli confidò il grande desiderio che nutriva di entrare a far parte della sua orchestra.

«Non sapevo che tu suonassi uno strumento», gli disse l’altro.

«Infatti non so suonare», replicò il tizio. «Ma vedo che c’è uno che non fa che agitare una bacchetta mentre gli altri suonano. Un lavoro così credo che sarei capace di farlo anch’io».

LINCOLN CEDE DI FRONTE A UN SUBALTERNO

Un giorno, per far piacere a un funzionario, Abramo Lincoln firmò l’ordine di trasferimento di alcuni reggimenti. Il Ministro della Difesa, Stanton, convinto che il Presidente avesse commesso un grave errore, rifiutò di eseguire l’ordine e per di più aggiunse: «Lincoln è uno stupido!»

Quando Lincoln lo venne a sapere, il suo commento fu: «Se Stanton dice che sono uno stupido, deve essere vero, perché lui ha quasi sempre ragione. Andrò a rendermi conto personalmente di come stanno le cose». E così fece. Stanton lo persuase che quell’ordine era un errore e Lincoln lo ritirò immediatamente.

Tutti sapevano che buona parte della grandezza di Lincoln stava proprio nella sua capacità di accettare le critiche.

LA SENTINELLA INTREPIDA

Una recluta ricevette l’incarico di fare la guardia all’ingresso del campo, con l’ordine di non lasciare passare nessuna automobile, tranne quelle dotate di uno speciale gagliardetto. Al soldato capitò di fermare un’auto con a bordo un generale, il quale ordinò subito all’autista di ignorare la sentinella e proseguire la corsa.

La recluta allora fece un passo avanti e domandò con calma: «Mi scusi, signore, ma sono nuovo del mestiere. A chi devo sparare per primo, a lei o al suo autista?»

La grandezza si raggiunge quando ci si dimentica del rango di chi sta sopra di noi e si fa sì che lo stesso accada a chi sta sotto di noi. Quando non si è né superbi con gli umili né umili con i superbi.

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