——–LA PREGHIERA DELLA RANA ——– secondo volume cap. 18 pag. 48

La preghiera della rana1°

Pag. 48

IL BUDDHA CHE NON SI SCOMPONEVA MAI

Buddha sembrava del tutto indifferente agli insulti di un tale che era andato a fargli visita.

Quando più tardi i discepoli gli domandarono qual era il segreto della sua serenità, egli rispose: «Provate a immaginare che cosa accadrebbe se qualcuno ponesse un dono ai vostri piedi e voi non lo raccoglieste. Oppure se vi inviassero una lettera e voi decideste di non aprirla; il suo contenuto non avrebbe alcun effetto su di voi, non è vero? Comportatevi allo stesso modo tutte le volte che venite insultati e non perderete la vostra serenità».

L’unica forma di dignità che è davvero autentica è quella che la mancanza di rispetto degli altri non intacca minimamente.

Se anche ci sputi dentro, le cascate del Niagara non perdono nulla della loro grandezza.

QUANDO VUOLE INSULTARMI NON LO GUARDO

Due ospiti di un istituto per sordomuti avevano litigato. La persona incaricata di sistemare la questione trovò uno dei due che voltava le spalle all’altro e si sbellicava dalle risa.

«Che cos’è che ti fa tanto ridere? Perché il tuo compagno è così arrabbiato?» chiese l’incaricato, servendosi delle dita.

«Perché», rispose il muto con lo stesso sistema, «lui mi vuole insultare e io rifiuto di guardarlo!»

Pag. 49

ACROBAZIE SULLA STUOIA PER LE PREGHIERE

Un giorno Hasan di Basra vide Rabi’a al Adawiya sulla riva del fiume. Adagiò la stuoia per le preghiere sull’acqua, vi salì sopra e disse: «O Rabi’a, vieni che preghiamo insieme».

Rabi’a rispose: «O Hasan, perché ti sei messo lì come un mercante nel bazaar di questo mondo? Ti comporti così perché sei debole».

E così dicendo lanciò in aria il suo tappetino, lo raggiunse volando ed esclamò: «vieni qui, Hasan, in modo che la gente possa vederci».

Ma ciò superava la possibilità di Hasan, il quale restò in silenzio.

Rabi’a, che voleva conquistarne il cuore, lo consolò: «O Hasan, anche un pesce o una mosca sanno fare quello che tu e io abbiamo fatto. Il vero lavoro consiste in qualche cosa di più, ecco di che cosa dobbiamo occuparci».

BUDDHA E IL BANDITO

Buddha fu un giorno minacciato di morte da un bandito chiamato Angulimal.

«Sii buono ed esaudisci il mio ultimo desiderio», disse Buddha. «Taglia un ramo di quell’albero».

Con un solo colpo di spada l’altro eseguì quanto richiesto, poi domandò: «E ora che cosa devo fare?»

«Rimettilo a posto», ordinò Buddha.

Il bandito rise. «Sei proprio matto se pensi che sia possibile una cosa del genere».

«Invece il matto sei tu, che ti ritieni potente perché sei capace di far del male e distruggere. Quella è roba da bambini. La vera forza sta nel creare e risanare».

L’ariete da combattimento serve a demolire il muro, non a richiudere la breccia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close