——–LA PREGHIERA DELLA RANA ——– secondo volume cap. 26 pag. 63

La preghiera della rana1°

Pag. 63

BASTA UN BICCHIERE PER UBRIACARSI

Un tale al bar si rivolge a uno sconosciuto seduto accanto a lui e gli dice: «Non riesco proprio a capire. Mi basta un solo bicchiere, ma proprio un bicchierino, per ubriacarmi».

«Davvero? Solo uno?» «Sì, e di solito è l’ottavo-uno».

«IL DENARO PER IL GIOCO CE L’HO GIÀ»

Un tale a Las Vegas si avvicinò a un signore dall’aria facoltosa e gli disse: «Non è che avrebbe venticinque dollari da darmi, signore? Sono due giorni che non mangio e non ho un posto dove andare a dormire».

«Come faccio a essere sicuro che il denaro non lo userai per giocare d’azzardo?»

«Non c’è problema», replicò l’uomo. «Il denaro per il gioco ce l’ho già».

COME DARE VIA DEI CUCCIOLI

Una coppia non sapeva come dare via cinque graziosi Cuccioli. Il marito fece il giro della città con l’auto nel tentativo di regalarli, ma nessuno li volle. Trasmisero un annuncio attraverso la radio, ma nessuno si fece vivo. Alla fine un vicino di casa consigliò loro di ricorrere alla pubblicità. Essi ritornarono alla radio e questa volta annunciarono che i cuccioli erano in vendita a venticinque dollari l’uno.

Prima della fine della giornata i cagnolini erano stati venduti tutti!

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«NON C’È LA RADIO!»

Due aspiranti compratori entrarono in un’area adibita alla vendita di automobili usate e si misero a guardare in giro.

Il commesso si diede subito da fare a descrivere le occasioni, ma uno dei due gli mostrò un biglietto in cui era scritto: «Ci dispiace, siamo sordomuti».

Il venditore allora tirò fuori un blocco e cominciò a elencare velocemente tutte le qualità delle vetture per cui mostravano interesse. Alla fine la scelta cadde su una piccola Volkswagen assai in ordine. Fecero un giro di prova intorno all’isolato e parevano così soddisfatti che l’affare poteva dirsi combinato.

Ma quando tornarono indietro al parcheggio, scossero entrambi la testa con aria molto seria. Non andava bene.

Il commesso scrisse su un foglio: «Perché? Che cosa c’è che non va?»

Uno dei due prese il blocco e scrisse: «Non c’è la radio!»

MEGLIO LA RABBIA CHE IL DESSERT

È altrettanto sorprendente vedere che uso fanno delle proprie emozioni…

Nel vagone ristorante un passeggero stava ordinando il pranzo al cameriere.

«Come dessert», dichiarò, «vorrei delle paste e del gelato».

Il cameriere rispose che non c’erano paste.

L’uomo sbottò: «Cosa? Niente paste? È assurdo. Io sono uno dei più grossi clienti di questa compagnia ferroviaria. Organizzo tutti gli anni gite per migliaia di turisti e faccio trasportare tonnellate di merce su questi treni. E quando ci viaggio io personalmente, non riesco a trovare delle semplici paste! Andrò a parlarne col presidente stesso».

Lo chef chiamò da parte il cameriere e gli disse: «Possiamo procurargli le paste alla prossima fermata».

Subito dopo la fermata successiva, il cameriere ritornò dicendo: «Sono lieto di informarla, signore, che il nostro chef ha preparato queste paste apposta per voi. Spera che saranno di vostro gusto. Inoltre, abbiamo il piacere di offrirvi questo brandy come omaggio speciale delle ferrovie».

Il passeggero scagliò il tovagliolo sulla tavola, strinse il pugno e gridò: «Al diavolo le paste! Preferivo essere arrabbiato!» … (come sarebbe vuota la nostra vita se non

avessimo motivi di arrabbiarci)…

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UN SOLO PEZZO DI PANE

La persona era un cliente abituale e la direzione faceva del suo meglio per accontentarlo. Perciò, quando un giorno egli si lamentò che a ogni pasto gli veniva servito un solo pezzo di pane, il cameriere si precipitò a portargliene quattro fette. «Va bene», egli commentò, «ma non mi basta. A me piace il pane, mi piace averne tanto». Il giorno seguente gliene diedero una dozzina di fette. «Bene», disse, «mi pare però che stiate facendo ancora un po’ economia!» Le sue proteste non cessarono neppure il giorno successivo, quando trovò in tavola un intero cestino di pane. Il direttore decise quindi di dargli una lezione. Fece infornare una pagnotta gigantesca, lunga quasi due metri e larga uno, poi la trasportò lui stesso, con l’aiuto di due camerieri, su un tavolino vicino e restò in attesa della reazione del cliente. L’uomo fissò l’enorme pagnotta con aria torva, poi guardò il direttore ed esclamò: «Ci risiamo, un pezzo solo!»

… (è bello accendere la candela, ma è più divertente prendersela con il buio)…

PERDONARE I NAZISTI

Un ex prigioniero di un campo di concentramento nazista era andato a trovare un amico che aveva vissuto con lui la stessa tragica esperienza.

«Hai perdonato i nazisti?» chiese all’amico.

«Sì».

«Io invece no. Nutro ancora un fortissimo odio nei loro confronti».

«In questo caso», gli spiegò con dolcezza l’amico, «sei ancora loro prigioniero».

… (i veri nemici non sono coloro che ci odiano, bensì quelli che noi odiamo)…

IL GENIO DI GERSHWIN

… e quanto vanno fieri, spesso per motivi sbagliati…

Gli amici del compositore George Gershwin tentarono di far capire a suo padre che la «Rapsodia in blu» era l’opera di un grande genio. «Certo che lo è», replicò il vecchio. «Ci vuole un quarto d’ora per eseguirla tutta, vero?»

«ANCHE GLI INSETTI LO SANNO FARE»

… di ciò che sanno fare!

In una regione dei tropici, un missionario decise di fare colpo sui suoi parrocchiani portandone alcuni a fare un giro in aereo. Sorvolarono i loro villaggi, colline, foreste e fiumi, ogni tanto guardavano fuori del finestrino, ma nel complesso non sembravano per nulla impressionati. Al rientro, il gregge dei fedeli sfilò ordinatamente fuori dall’aereo senza commenti.

Ansioso di sapere che reazione avevano avuto il missionario esclamò: «Non è stato magnifico? Pensate a che cosa sono arrivati gli esseri umani! Noi eravamo lassù nel cielo, sopra le case, gli alberi, le montagne, a guardare la terra dall’alto!»

Il gruppo stava ad ascoltare impassibile. Alla fine parlò il capo. «Anche gli insetti lo sanno fare», disse. «E per di più loro sono felici!»

Dopo migliaia di anni abbiamo conosciuto un tale progresso che di notte siamo costretti a sprangare porte e finestre, mentre gli indigeni meno «civilizzati» dormono in capanne aperte.

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