——–LA PREGHIERA DELLA RANA ——– secondo volume cap. 41 pag. 89

Pag. 89

QUANDO CHIAMARE IL PRETE

Un giovane prete pieno di entusiasmo fu nominato cappellano dell’ospedale. Un giorno faceva passare le cartelle cliniche dei pazienti arrivati da poco, quando ne trovò una in cui si dichiarava che il malato era cattolico.

Accanto a quella definizione c’era anche un avviso piuttosto curioso: «Non desidera vedere il prete se non quando ha perso conoscenza».

Una cosa è bene chiedersi tutte le volte che si è convinti di avere bisogno di aiuto o consiglio: «Sono sicuro di essere nel pieno delle mie facoltà?»

SONNO PROFONDO

Si racconta che un giorno era scoppiato un incendio in una casa in Cui C’era un uomo che dormiva profondamente. Cercarono di farlo uscire dalla finestra. Niente da fare. Cercarono di farlo passare dalla porta. Niente da fare. Era troppo pesante e corpulento. Erano sulla soglia della disperazione, quando qualcuno suggerì:

«Svegliatelo, così esce da solo».

Solo i dormienti e i bambini hanno bisogno di aiuto. Svegliati! Oppure deciditi a crescere!

ADESSO IL MAL DI TESTA CE L’HO IO

Un giovane che si preparava a diventare sacerdote apprese che da un prete ci si aspetta che stia ad ascoltare le pene degli altri. Solo ascoltare, ascoltare, ascoltare…

Forse non sarebbe stato in grado di dare loro una mano, ma un orecchio capace di capire sì. È quello che decise di fare, quando arrivò per la prima volta nella sua parrocchia. Per quanto tutta la sua persona si ribellasse, egli si costrinse ad ascoltare, ascoltare, ascoltare… e la gente l’apprezzava moltissimo.

C’era qualcosa però che non funzionava. Ad esempio, veniva sempre una vecchietta che si lamentava di avere il mal di testa.

Un male terribile, spaventoso. «Mi dica che cosa la preoccupa», diceva il prete con aria invitante. E allora lei si metteva a parlare e parlava, parlava, mentre il prete ascoltava, ascoltava, ascoltava.

In genere funzionava. «Sono venuta qui un’ora fa con un tale mal di testa. E ora è passato, passato, passato».

E il prete pensava: «Lo so, lo so, lo so. Perché adesso ce l’ho io».

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