——–LA PREGHIERA DELLA RANA ——– secondo volume cap. 50 pag. 102

La preghiera della rana1°

Pag. 102

IL DESIDERIO DI CONOSCERE

Socrate era in prigione in attesa di esecuzione. Un giorno udì un compagno di cella cantare alcuni versi del poeta Stesicoro. Socrate pregò l’uomo di insegnarglieli.

«Perché?» chiese il cantore.

«Perché così potrò morire conoscendo una cosa in più», rispose il filosofo.

Il discepolo: «Perché imparare qualcosa di nuovo una settimana prima di morire?»

Il maestro: «Per la stessa identica ragione per cui ti piacerebbe imparare qualcosa di nuovo cinquant’anni prima di morire».

LEZIONI DI SCHERMA

Tajima no Kami era il maestro di scherma dello Shogun. Una delle guardie del corpo dello Shogun andò un giorno da lui e gli chiese di insegnargli a tirare di scherma.

«Ti ho osservato attentamente», disse Tajima no Kami, «e mi pare che tu sia un vero maestro in quest’arte. Prima di prenderti come allievo ti chiedo di dirmi con quale maestro hai studiato».

La guardia del corpo rispose: «Non ho mai studiato con nessuno».

«Non mi inganni», replicò l’istruttore. «Ho un occhio che non sbaglia mai».

«Non voglio contraddire Sua Eccellenza», disse la guardia, «ma non mi intendo affatto di scherma».

Il maestro scambiò con lui qualche colpo, poi si fermò e dichiarò: «Giacché tu dici che non hai mai appreso quest’arte, ti prendo in parola. Ma tu sei comunque un maestro. Raccontami di te».

«C’è una cosa», spiegò la guardia. «Quando ero bambino, un samurai mi disse che gli uomini non devono mai avere paura della morte. Allora affrontai con decisione il tema della morte finché smise di procurarmi anche la minima traccia di ansia».

«Ecco dunque la spiegazione», esclamò Tajima no Kami.

«Il vero segreto del grande spadaccino consiste nel non avere paura della morte. Non hai bisogno di lezioni, sei un maestro di diritto».

Chi non è illuminato è sempre ansioso. Come uno che cade nel fiume e non sa nuotare. Si spaventa e quindi affonda. Allora cerca di stare a galla e affonda sempre di più. Se smettesse di avere paura, e si lasciasse andare a fondo, il suo corpo ritornerebbe su da solo.

Una volta un uomo cadde nel fiume durante un attacco epilettico. Quando più tardi riprese i sensi, fu sorpreso di trovarsi disteso sulla riva. L’attacco che l’aveva fatto cadere in acqua gli aveva anche salvato la vita togliendogli la paura di annegare… questa è l’illuminazione.

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