——–LA PREGHIERA DELLA RANA ——– secondo volume cap. 53 pag. 107

La preghiera della rana1°

Pag. 107

GLI ANIMALI DI ZUCCHERO

C’era un tempo un pasticciere che faceva caramelle a forma di animali e uccelli di varie misure e colori.

Quando vendeva i suoi dolci ai bambini essi cominciavano a litigare, dicendo: «Il mio coniglio è più bello della tua tigre … Il mio scoiattolo sarà anche più piccolo, ma è più saporito…»

E il caramellaio rideva pensando che gli adulti non erano meno ignoranti dei bambini quando sostenevano che una persona era migliore di un’altra.

L’illuminazione sa che sono la cultura e i condizionamenti che ci dividono, non il nostro modo di essere.

«LE BIANCHE O LE NERE»

Un pastore pascolava le sue pecore, quando un tale che passava di lì gli disse:

«Che bel gregge avete! Permettete che vi faccia una domanda?».

«Certamente», rispose il pastore.

«Quanta strada percorrono ogni giorno le vostre pecore, secondo voi?»

«Quali, le bianche o le nere?».

«Le bianche».

«Be’, le bianche fanno circa sei chilometri al giorno».

«E le nere?».

«Anche loro».

«E quanta erba mangiano al giorno, secondo voi?».

«Quali, le bianche o le nere?»

«Le bianche».

«Be’, le bianche consumano circa due chili di erba al giorno».

«E le nere?»

«Anche loro».

«E quanta lana pensate che forniscano in un anno?».

«Quali, le bianche o le nere?».

«Le bianche».

«Be’, penso che le bianche diano circa tre chili di lana all’anno al momento della tosatura».

«E le nere?».

«Anche loro».

Il tizio era perplesso. «Posso chiedervi perché mai avete la strana abitudine di dividere le pecore in bianche e nere tutte le volte che rispondete a una mia domanda?».

«Ecco», replicò il pastore, «è normale. Le bianche sono mie».

«Ah! E le nere?»

«Anche loro», ribatté il pastore.

La mente umana opera delle divisioni senza senso laddove l’Amore vede l’Uno.

LA DIFFERENZA FRA LE OSSA

Plutarco narra un episodio in cui Alessandro Magno incontra Diogene intento a osservare con grande interesse un mucchio di ossa umane.

«Che cosa state cercando?» chiede Alessandro.

«Una cosa che non riesco a trovare», risponde il filosofo.

«E che cos’è?»

«La differenza fra le ossa di vostro padre e quelle dei suoi schiavi».

Gli oggetti seguenti non sono assolutamente distinguibili gli uni dagli altri: le ossa dei cattolici da quelle dei protestanti, quelle degli indù da quelle dei musulmani, quelle degli arabi da quelle degli israeliani, quelle russe da quelle americane. Gli illuminati non notano alcuna differenza neppure quando le ossa sono ricoperte di carne!

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