———UN MINUTO DI SAGGEZZA—–————Cap. 6 Pag. 14/15

Un minuto di saggezza

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FELICITÀ

«Ho un disperato bisogno di aiuto, o diventerò matto. Viviamo in una sola stanza, mia moglie, i miei figli e i miei suoceri. Abbiamo i nervi a pezzi, urliamo e gridiamo gli uni contro gli altri. Quella stanza è un inferno».

«Mi prometti DI fare tutto quello che ti dirò?» disse il maestro gravemente.

«Giuro che farò qualunque cosa».

«Benissimo. Quanti animali avete?».

«Una mucca, una capra e sei polli».

«Prendeteli tutti nella stanza con voi. Poi torna tra una settimana».

Il discepolo era atterrito. Ma aveva promesso di obbedire! Così prese in casa gli animali. Una settimana dopo tornò, ridotto a un pietoso essere gemebondo:

«I miei nervi sono distrutti. Lo sporco! Il puzzo! Il rumore! Siamo tutti al limite della pazzia! ».

«Torna indietro», disse il maestro, «e metti fuori gli animali». L’uomo andò a casa di corsa. E il giorno dopo tornò, con gli occhi brillanti di gioia.

«Quant’è dolce la vita! Gli animali se ne sono andati. La casa è un paradiso… così tranquilla, pulita, spaziosa!».

MEDITAZIONE

Un discepolo si addormentò e sognò di essere andato in paradiso. Con sua grande sorpresa vi trovò il maestro e gli altri discepoli, seduti e assorti in meditazione. «È questa la ricompensa del paradiso?», gridò. «Ma è esattamente quello che facevamo sulla terra!». Allora udì una voce esclamare: «Sciocco! Pensi che chi medita sia in paradiso? È proprio l’opposto… è il paradiso a essere in chi medita».

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REALISMO

Una volta un baro disse al maestro: «Sono stato sorpreso a barare a carte ieri e i miei compagni di gioco mi hanno picchiato e gettato dalla finestra. Cosa mi consigli di fare?». Il maestro osservò seriamente l’uomo e disse: «Se fossi in te, d’ora in poi giocherei a piano terra». La risposta sbalordì i discepoli. «Perché non gli hai detto di smettere di barare?», chiesero. «Perché sapevo che non l’avrebbe fatto», fu la semplice e sagace risposta del maestro.

PARLARE

Il discepolo non vedeva l’ora di riferire al maestro le chiacchiere che aveva sentito al mercato.

«Aspetta un momento», disse il maestro.

«Quello che vuoi dirci è vero?».

«Non credo».

«È utile?».

«No».

«È divertente?».

«No».

«Allora perché dovremmo starle a sentire?».

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