———UN MINUTO DI SAGGEZZA—–————Cap. 40 Pag. 59-60

Un minuto di saggezza

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IMPRUDENZA

 

Il maestro insisteva sempre che dobbiamo imparare da soli insegnare a noi stessi piuttosto che dipendere dall’autorità di altri. Ciò aveva i suoi limiti, ovviamente, come quando un brillante giovanotto era convinto di dover provare con la droga come mezzo per praticare il misticismo…e «assumersi il rischio, perché si può imparare solo provando e sbagliando». Ciò indusse il maestro a raccontare la vecchia storia del chiodo e della vite: «Ecco un modo per scoprire se ciò di cui hai bisogno in un’asse è un chiodo o una vite : pianta il chiodo. Se spacca l’asse… saprai che ci voleva la vite».

 

FOLLIA

 

Quando gli chiedevano della sua illuminazione il maestro era sempre reticente, sebbene i discepoli tentassero con ogni mezzo di farlo parlare. Tutte le informazioni che avevano ottenuto a questo proposito erano le parole dette una volta dal maestro al figlio più giovane che gli chiedeva come si fosse sentito quando aveva ottenuto l’illuminazione. La risposta era stata, «uno sciocco». Quando il ragazzo aveva chiesto perché, il maestro aveva risposto: «Be, figliolo, è stato come fare una gran fatica per entrare in una casa arrampicandosi su una scala e rompendo una finestra per poi scoprire che la porta di casa era aperta».

 

 

 

 

EVOLUZIONE

 

A un discepolo che si lamentava dei propri limiti il maestro

disse: «È vero, sei limitato. Ma hai notato che oggi riesci a fare delle cose che avresti ritenuto impossibili quindici anni fa? Cos’è cambiato?». «Sono cambiate le mie capacità». «No. Sei cambiato tu». «E non è la stessa cosa?». «No. Tu sei quello che pensi di essere. Quando il tuo modo di pensare è cambiato, tu sei cambiato».

 

SUPERFICIALITÀ

 

Un giorno un giornalista chiese al maestro di indicare una cosa che caratterizza il mondo moderno. Senza esitare il maestro rispose: «La gente sa ogni giorno di più sul cosmo e sempre meno su se stessa». E a un astronomo che lo affascinava con le meraviglie dell’astronomia moderna, il maestro disse improvvisamente: «Dei milioni di strani oggetti nell’universo buchi neri e quasar e pulsar il più strano è, senza dubbio, l’io!».

 

RESA

 

«Qual è l’atto supremo che una persona può compiere?». «Sedere in meditazione». «E non porta all’inazione?». «È inazione». «L’azione è dunque inferiore?». «L’inazione dà vita alle azioni. Senza di essa sono morte».

 

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