8) Pag. 32 Cos’avete intesta?

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Cos’avete in testa?

La vita è un banchetto, e la tragedia è che la maggior parte della gente sta morendo di fame. É proprio di questo che sto parlando, in realtà.

C’è una bella storiella che racconta di alcune persone a bordo di una zattera al largo della costa brasiliana, che stavano per morire di sete. Non avevano idea che l’acqua su cui galleggiavano era dolce. Il fiume si riversava in mare con una forza tale da coprire un paio di miglia, e quindi, nel punto in cui si trovavano, l’acqua era dolce. Solo che non lo sapevano.

Allo stesso modo, noi siamo circondati di gioia, di felicità, di amore. La maggior parte della gente non ne ha la più pallida idea. Il motivo? É stata sottoposta a un lavaggio del cervello. Il motivo? É ipnotizzata, addormentata.

Immaginatevi, sul palcoscenico, un mago che ipnotizza qualcuno in modo da fargli vedere cose che non ci sono e non fargli vedere quelle che ci sono. É tutto qui. Pentitevi e accogliete la buona novella. Pentitevi! Svegliatevi! Non piangete sui vostri peccati. Perché piangere per dei peccati che avete commesso nel sonno? Volete forse piangere per quel che avete fatto in stato d’ipnosi? Perché volete identificarvi con una persona del genere? Svegliatevi! Svegliatevi! Pentitevi!

Cambiate atteggiamento. Provate a guardare le cose da un punto di vista nuovo! Perché «il regno è qui»! É il vero cristiano che prende sul serio tutto ciò.

Vi ho detto che la prima cosa da fare è svegliarsi, ammettere che non vi piace essere svegliati. Preferireste avere tutte le cose che, attraverso l’ipnosi, siete stati portati a credere siano tanto preziose e importanti per voi, per la vostra vita e la vostra sopravvivenza.

La seconda cosa è capire. Capire che forse avete delle idee sbagliate e che sono queste idee che stanno influenzando la vostra vita rendendola caotica, e che vi tengono addormentati. Le idee riguardo all’amore, alla libertà, alla felicità e così via. E non è facile ascoltare uno che mette in discussione queste vostre idee che sono per voi diventate tanto preziose.

Sono stati svolti studi piuttosto interessanti sul lavaggio del cervello. É stato dimostrato che si subisce un lavaggio del cervello nel momento in cui si assimila, per «introiezione», un’idea estranea, che appartiene a qualcun altro. E la cosa buffa è che si è pronti a morire per quest’idea. Non è forse strano?

Il momento in cui è dato stabilire se si è subìto un lavaggio del cervello e se si sono assimilate convinzioni e idee non proprie è quello in cui queste subiscono un attacco. Si rimane sbigottiti, si reagisce in modo emotivo. É un segno piuttosto attendibile non infallibile, ma alquanto sicuro – del fatto che ci si trova di fronte a un lavaggio del cervello. Si è pronti a morire per un’idea che non ci è mai appartenuta. I terroristi e i cosiddetti santi assimilano un’idea, la mandano giù senza masticarla, e sono pronti a morire per quest’idea.

Non è facile ascoltare, soprattutto quando c’è un coinvolgimento emotivo. E anche quando questo è assente, non è comunque facile ascoltare; si ascolta sempre dal proprio stato programmato, condizionato e ipnotico. Spesso s’interpreta tutto ciò che viene detto alla luce del proprio stato d’ipnosi, del proprio condizionamento, della propria programmazione.

Come quella ragazza che, ascoltando una conferenza sull’agricoltura, disse: «Mi scusi, signore, lei sa che sono completamente d’accordo sul fatto che il miglior concime è quello dei cavalli di una certa età. Ci potrebbe dire quale dovrebbe essere l’età ottimale del cavallo?». Capite qual è il suo punto di partenza? Tutti noi abbiamo le nostre posizioni, no? E ascoltiamo a partire da quelle posizioni.

«Henry, come sei cambiato! Eri tanto alto, e adesso sei così basso! Eri così robusto, e ora sei magrissimo! Eri tanto biondo, e ora sei castano. Cosa ti è successo, Henry?».

Ed Henry risponde: «Non sono Henry, sono John».

«Oh, hai cambiato anche nome!».

Come si fa costringere persone così ad ascoltare?

La cosa più difficile del mondo è ascoltare, vedere. Noi non vogliamo vedere. Pensate che un capitalista voglia capire cosa c’è di buono nel sistema comunista? Credete che un comunista voglia capire cosa c’è di buono e sano nel sistema capitalista? Pensate che un uomo ricco voglia guardare la gente povera? Non vogliamo guardare, perché se lo facciamo potremmo cambiare.

Non vogliamo guardare. Se si guarda, si perde il controllo di quella vita che riusciamo a tenere insieme in modo tanto precario. E dunque, per potervi svegliare, la cosa di cui avete più bisogno non è l’energia, la forza, la giovinezza, e nemmeno una grande intelligenza. La cosa di cui avete più bisogno in assoluto è la disponibilità a imparare qualcosa di nuovo. Le possibilità di svegliarvi sono direttamente proporzionali alla qualità di verità che saprete accogliere senza scappare. Fino a che punto siete disposti a farlo? Quanto, di ciò che avete più caro, siete pronti a far crollare, senza fuggire? Fino a che punto siete disposti a pensare a qualcosa che non vi è familiare?

La prima reazione è di paura. Non che temiamo l’ignoto. Non si può temere qualcosa che non si conosce. Nessuno ha paura dell’ignoto. Quel che si teme davvero è la perdita di ciò che è noto. Ecco di cosa si ha paura.

Tanto per fare un esempio, io ho sostenuto che ogni cosa che facciamo è contaminata dall’egoismo. Non è facile sentirselo dire. Ma riflettiamoci sopra un minuto, cerchiamo di approfondire. Se tutto ciò che si fa deriva dall’interesse personale illuminato o meno che sia – che sensazione vi dà pensare alla vostra carità e alle vostre buone azioni sotto questa nuova luce? Che cosa ne è delle vostre buone azioni?

Eccovi un piccolo esercizio. Pensate a tutte le buone azioni che avete fatto, o almeno ad alcune di esse (perché vi concedo solo pochi secondi). Ora cercate di capire che in realtà erano mosse dall’interesse personale, che voi ve ne rendereste conto o meno. Cosa ne è del vostro orgoglio? Cosa ne è della vostra vanità?

Cosa ne è di quella sensazione appagante che provate, di quella pacca sulla spalla che vi autoattribuivate ogni volta che facevate qualcosa che ritenevate altamente caritatevole? Non ne rimane un bel niente, vero? Cosa rimane di quella sensazione di superiorità che provavate nei confronti del vostro vicino, che vi appariva tanto egoista? Cambia tutto, no?

«Be’», direte, «il mio vicino ha gusti meno raffinati dei miei». Ebbene, siete il tipo di persona più pericoloso. Sembra che Gesù Cristo abbia avuto meno problemi con l’altro tipo che con il vostro. Davvero, non c’è confronto. Aveva le maggiori difficoltà con le persone convinte di essere buone. Altre persone sembravano non causargli nessun problema: erano quelle apertamente egoiste, che sapevano di esserlo. Riuscite a capire quanto è liberatorio?

Ehi, svegliatevi! E liberatorio! É meraviglioso! Vi sentite depressi? Forse lo siete. Non è meraviglioso capire che non siete migliori di chiunque altro sulla terra? Non è meraviglioso capire che non siete migliori di chiunque altro sulla terra? Non è meraviglioso? Siete delusi? Guardate cosa abbiamo portato alla luce! Cosa ne è della vostra vanità? Vi piacerebbe concedervi la sensazione di essere migliori di altri. Ma guardate come abbiamo portato alla luce un inganno!

 

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