1) Pag. 11 IL CANTO DEGLI UCCELLI

copertina anteriore il canto degli uccelli

LA PAROLA E LE PAROLE

IL CANTO

DEGLI UCCELLI

Frammenti di saggezza nelle grandi religioni

Pag. 11

Questo libro è stato scritto per persone di ogni convinzione, religiose e non religiose. Non posso tuttavia nascondere ai miei lettori il fatto di essere un prete della Chiesa cattolica. Ho spaziato liberamente in tradizioni mistiche non cristiane e persino non religiose, che mi hanno profondamente influenzato ed arricchito. È però alla mia Chiesa che continuo a ritornare, perché essa è la mia patria spirituale, e pur essendo acutamente e talvolta penosamente conscio dei suoi limiti e della sua occasionale ristrettezza di vedute, sono anche conscio del fatto che è lei che mi ha formato e plasmato, facendo di me ciò che sono oggi. È quindi lei, mia madre e mia maestra, che dedico con amore questo libro.

 

Pag. 13

Le storie piacciono a tutti e ne troverete moltissime in questo libro; storie buddhiste, storie cristiane, storie zen, storie chassidiche, storie indù, storie sufiche, storie antiche e moderne.

Come leggere queste storie

Ci sono tre modi.

  1. Leggete una storia una sola volta e passate ad un’altra. In questo modo la lettura sarà solo divertente.

  2. Leggete una storia due volte. Rifletteteci sopra, applicatela alla vostra vita. Ciò vi darà un assaggio della teologia. Questo procedimento può essere molto proficuo se eseguito in un piccolo gruppo in cui ognuno mette gli altri a parte delle proprie riflessioni sulla storia. Si ha allora un gruppo teologico.

  3. Dopo aver riflettuto su di essa rileggete ancora una volta la storia. Fate silenzio dentro di voi e lasciate che la storia vi riveli la sua profondità e il suo significato più intimo. Un significato che è al di là delle parole delle riflessioni. Questo vi darà gradualmente il senso della mistica.

Pag. 14

Avvertimento

La maggior parte di queste storie è seguita da un commento, che vuole essere solo un esempio del tipo di commenti che voi stessi potreste fare. Fate i vostri commenti, non vi limitate a quelli trovati in questo libro, perché talvolta si potrebbero dimostrare limitanti e talaltra persino fuorvianti.

Guardatevi dall’applicare la storia a chiunque (prete, mullah, chiesa, vicino) ma solo a voi stessi. Se lo faceste, la storia vi arrecherebbe un danno spirituale. Ognuna di queste storie riguarda VOI e nessun altro.

Quando leggete il libro per la prima volta, leggete le storie nell’ordine in cui sono state disposte. L’ordine trasmette un insegnamento e uno spirito che andrebbero perduti se le storie fossero lette a casaccio.

Pag. 15

GLOSSARIO

Teologia:       L’arte di raccontare storie concernenti il divino. E l’arte di                             ascoltare queste storie

Misticismo:      L’arte di gustare e sentire nel proprio cuore il profondo  significato di queste storie al punto di essere

trasformati.

 

Pag. 16

MANGIA TU IL TUO FRUTTO

mangia il tuo frutto

Un discepolo una volta si lamentava con il maestro: <<Ci racconti delle storie, ma non ci sveli mai il loro significato>>.

Il maestro disse:

<<Che ne diresti se qualcuno ti

Offrisse un frutto e lo masticasse

Prima di dartelo?>>.

 

 

Nessuno può sostituirsi a te per trovare il tuo significato.

Neppure il maestro.

Pag. 17

UNA DIFFERENZA

SOSTANZIALE

 

A Uwais, il sufi, fu chiesto:

<<Che cosa ti ha dato la grazia?>>.

Egli rispose:

<<Quando mi sveglio al mattino

mi sento come un uomo che non è sicuro

di vivere fino a sera>>.

L’interrogante replicò:

<<Ma non è una cosa che tutti gli uomini sanno?>>.

Uwais rispose:

<<Lo sanno, certo.

Ma non tutti lo sentono>>.

 

 Nessuno si è mai ubriacato per aver compreso intellettualmente la parola VINO.

Pag. 18

 

pag 18 il canto degli uccelli

 

Un uccello canta perché ha qualche dichiarazione da fare. Canta perché ha una canzone.

Le parole dell’erudito devono essere comprese. Le parole del maestro non si devono comprendere, bisogna ascoltarle come si ascolta il vento tra gli alberi e il rumore del fiume e il canto degli uccelli.

Esse risveglieranno nel cuore qualcosa che è al di là di ogni conoscenza.

Pag. 20

pag 20 il pungiglione

A un santo fu dato una volta il dono

Di parlare la lingua delle formiche.

Egli si avvicinò a una

Che aveva l’aria della studiosa

E chiese: <<Come è fatto l’Onnipotente?

È in qualche modo simile alle formiche?>>.

 

La studiosa disse: <<l’Onnipotente?

Certamente no!

Noi formiche, vedi, abbiamo un solo pungiglione.

Ma l’Onnipotente, lui ne ha due!>>.

 

Il seguito di questa storia:

Quando le fu chiesto com’era fatto il paradiso, la formica erudita rispose solennemente: <<Là tutte saremo proprio come lui, con due pungiglioni ciascuna, solo un po’ più piccoli>>.

Tra le scuole religiose di pensiero infuria un’ampia controversia sulla questione di dove sarà posto esattamente il secondo pungiglione sul corpo celeste delle formiche.

Pag. 21

L’ELEFANTE E IL TOPOLINO

Un elefante si stava beatamente bagnando in una pozza nella giungla quando un topolino arrivò alla pozza e si mise ad insistere perché l’elefante uscisse di lì.

 <<No>>, disse l’elefante. <<Mi sto divertendo e non voglio essere disturbato>>.

 <<Voglio che tu venga fuori immediatamente>>.

 <<Perché?>>, chiese l’elefante.

 <<Telo dirò solo quando sarai uscito dalla pozza>>, disse il topo.

 <<Allora non uscirò>>, disse l’elefante.

 Ma alla fine cedette. Uscì goffamente dall’acqua fermandosi davanti al topolino e disse:

<<Allora, perché volevi che uscissi?>>.

 <<Per vedere se ti eri messo il mio costume da bagno>>,

disse il topolino.

È infinitamente più facile che un elefante s’infili i calzoncini di un topo, che Dio corrisponda alle nostre nozioni erudite su di lui.

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