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IL CANTO DEGLI UCCELLI_0003

I SOFFIONI

 

Un uomo che andava molto fiero del suo prato

all’inglese si trovò ad avere una gran quantità di soffioni.

Provò ogni metodo a lui noto

per sbarazzarsene, ma continuavano a tormentarlo.

 

Alla fine, scrisse al ministero dell’agricoltura.

Enumerò tuti i tentativi fatti

e concluse la sua lettera

chiedendo: <<Cosa faccio ora?>>

 

A tempo debito giunse la risposta: <<Le consigliamo di imparare ad amarli>>.

Anch’io avevo un prato all’inglese di cui andavo fiero e anch’io ero ossessionato dai soffioni che combattevo con ogni possibile mezzo. Così imparare ad amarli non fu facile.

Iniziai parlando loro ogni giorno. Cordiale. Amichevole. Essi mi rispondevano solo con astioso silenzio. Erano ancora addolorati per la guerra che avevo intrapreso contro di loro. Probabilmente erano anche un po’ diffidenti circa le mie intenzioni. Ma non ci volle molto perché ricambiassero il mio sorriso. E si rilassassero. E rispondessero persino a ciò che dicevo loro. Ben presto diventammo buoni amici.

Il mio prato, ovviamente, era rovinato, ma quanto divenne gradevole il mio giardino!

Un tale stava diventando gradualmente cieco e lottava contro questo evento con ogni mezzo a sua disposizione. E quando le medicine non servirono più a combatterlo, cominciò a lottare con tutte le sue emozioni. Mi ci volle del coraggio per dirgli: <<Ti consiglio di imparare ad amare la tua cecità>>.

Fu una lotta dura. All’inizio non voleva avere niente da fare con la cecità. Non voleva dirle neppure una parola. E quando finalmente si sforzò di parlare, le sue parole erano rabbiose e amare. Ma continuò a parlare e le parole a poco a poco divennero parole di rassegnazione, di tolleranza e di accettazione… e, un giorno, con sua stessa sorpresa, divennero parole di amicizia… e di amore. Poi venne il giorno in cui fu in grado di abbracciare la sua cecità e dirle: <<Ti amo>>. Fu il giorno che lo vidi sorridere di nuovo.

La sua vista, ovviamente, era rovinata per sempre, ma quanto divenne bello il suo viso. Molto più bello di prima che la cecità si stabilisse da lui.

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