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Pag. 97 IL MIO AMICO

NOI SIAMO TRE, VOI SIETE TRE

Quando la nave del vescovo si fermò per un giorno in un’isola sperduta, egli decise di sfruttare il più proficuamente possibile quella giornata. Passeggiava sulla spiaggia quando s’imbatté in tre pescatori che rammendavano le proprie reti. In un inglese stentato essi gli spiegarono di aver ricevuto il cristianesimo qualche secolo prima da alcuni missionari. <<Noi cristiani!>>, dissero, indicando con orgoglio se stessi.

Il vescovo rimase colpito. Conoscevano il Padrenostro? Non ne avevano mai sentito parlare. Il vescovo si sorprese: come potevano questi uomini affermare di essere cristiani se non conoscevano neppure una cosa tanto elementare come il Padrenostro?

<<E cosa dite, allora, quando pregate?>>.

<<Alziamo gli occhi al cielo. Noi preghiamo: “Noi siamo tre, voi siete tre, abbiate pietà di noi”>>. Il vescovo s’impressionò di quella loro preghiera primitiva, assolutamente eretica. Così passò tutto quel giorno ad insegnare loro il Padrenostro. I pescatori facevano fatica ad imparare, ma ce la misero tutta e prima che il vescovo salpasse il giorno dopo ebbe la soddisfazione di sentirli recitare tutta la preghiera senza errori.

Mesi più tardi la nave del vescovo passò di nuovo nei pressi di quelle isole e il vescovo, mentre passeggiava sul ponte recitando le preghiere serali, ricordò con compiacenza il fatto che, grazie ai suoi pazienti sforzi, su quell’isola lontana c’erano ora tre uomini che sapevano pregare correttamente, mentre era assorto nei suoi pensieri alzò gli occhi e notò una luce ad est. La luce si avvicinava sempre di più alla nave e quando il vescovo guardò, vide con stupore tre figure che camminavano sull’acqua verso il battello. Il capitano fermò il battello e tutti i marinai si sporsero dai parapetti per vedere questa scena sorprendente.

Quando furono a portata di voce, il vescovo riconobbe i suoi tre amici, i pescatori. <<Vescovo!>>, esclamarono, <<noi così contenti di incontrarti. Noi sentito passare la tua nave e venuti svelti svelti per incontrarti>>.

<<Cosa volete?>>, chiese il vescovo in preda a un timore reverenziale.

<<Vescovo>>, essi dissero, <<noi dispiace tanto. Noi dimenticato bella preghiera. Noi diciamo: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno… poi dimentichiamo. Per favore, dicci ancora tutta la preghiera>>.

Il vescovo si sentì mortificato. <<Tornate alle vostre case, brava gente>>, disse, <<e ogni volta che pregate dite: “Noi siamo tre, voi siete tre, abbiate pietà di noi”.>>.

Ho osservato talvolta le anziane che recitano all’infinito il rosario in chiesa. Come può Dio essere glorificato da questo incoerente mormorio? Ma ogni volta che guardo nei loro occhi e osservo i loro visi rivolti verso l’alto so in fondo che esse sono più vicine a Dio di molti uomini eruditi.

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