43) Pag. 113 IL CIBO DI DIO

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I CINQUE MONACI

 

Al grande Lama del nord giunse un appello urgente del Lama del sud che gli chiedeva un monaco saggio e santo per iniziare i novizi alla vita spirituale. Con grande meraviglia di tutti, il grande Lama mandò cinque monaci invece di uno. A quelli che gli chiedevano il perché rispose enigmaticamente: <<Saremo fortunati se uno dei cinque arriverà dal Lama>>.

Il gruppo era in cammino da qualche giorno quando un messaggero li raggiunse correndo e disse: <<Il prete del nostro villaggio è morto. Abbiamo bisogno di qualcuno che lo sostituisca>>. Il villaggio sembrava un posto tranquillo e lo stipendio del prete era buono. Uno dei monaci sentì la preoccupazione pastorale per quella gente: <<Non sarei un vero buddista>>, disse, <<se non rimanessi a servire queste persone>>. E così lasciò gli altri monaci.

Alcuni giorni dopo si fermarono al palazzo di un re, che prese in simpatia uno dei monaci. <<Rimani con noi>>, disse il re, <<e sposerai mia figlia. E quando io morrò mi succederai al trono>>. Il monaco, attratto dalla principessa e dallo splendore della dignità regale, disse: <<Non esiste un modo migliore per portare sulla retta via tutta la gente di questo regno che diventare re. Non sarei un vero buddista se non accettassi questa occasione di servire la causa della nostra santa religione>>. Così anche lui lasciò il gruppo.

Gli altri monaci proseguirono la loro strada e una notte, in una ragione collinosa, giunsero a una capanna isolata abitata da una graziosa ragazza che offrì loro ospitalità e ringraziò Dio per averle mandato i monaci. I suoi genitori erano stati uccisi dai banditi e la ragazza era sola e piena di paura. La mattina dopo, quando fu ora di partire, uno dei monaci disse: <<io rimarrò con questa ragazza. Non sarei un vero buddista se non praticassi la compassione>>. Era il terzo che si fermava.

Gli altri due giunsero infine a un villaggio buddista e scoprirono, inorriditi, che tutti gli abitanti di quel villaggio avevano abbandonato la loro religione ed erano in balia di un guru indù. Uno dei monaci disse: <<È mio dovere verso questa povera gente e il Signore Buddha rimanere qui e riconquistarli alla vera religione>>. Fu ultimo ad andarsene.

Il quinto monaco, finalmente, arrivò dal Lama del sud. Dopo tutto, il grande Lama del nord aveva avuto ragione.

 

 

Anni fa mi misi alla ricerca di Dio. Deviai spesso lungo il cammino. E sempre per la migliore delle ragioni: per riformare la liturgia, per cambiare le strutture ecclesiastiche, per aggiornare lo studio delle Scritture e per dare il giusto peso alla teologia.

È più facile, ahimè, immergersi nel lavoro religioso, in qualunque lavoro, che perseverare in quella ricerca.  

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