71) Pag. 167 BAYAZID INFRANGE LA REGOLA

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PAG 167 BAYAZID INFRANGE LA REGOLA

Bayazid, il santo musulmano, agiva talvolta deliberatamente contro le forme e i rituali esteriori dell’Islam.

Una volta accadde che, di ritorno dalla Mecca, si fermasse nella città iraniana di Rey. I cittadini, che lo veneravano, si precipitarono ad accoglierlo e crearono una grande agitazione nella città. Bayazid , che era proprio stufo di quell’adulazione, attese finchè non giunse al mercato. Là comprò una pagnotta e incominciò a sbocconcellarla davanti a tutti i suoi seguaci. Era un giorno di digiuno nel mese di Ramadan, ma Bayadiz riteneva che il suo viaggio giustificasse pienamente l’infrazione della regola religiosa.

I suoi seguaci non la pensavano però così. Rimasero così scandalizzati dal suo comportamento che lo lasciarono immediatamente solo e tornarono a casa. Bayazid, soddisfatto, fece osservare a un discepolo: <<Nota come nel momento in cui ho fatto qualcosa contraria alle loro aspettative la loro venerazione per me è scomparsa>>.

Gesù scandalizzò spesso i suoi seguaci in modo analogo.

La folla ha bisogno di un santo da venerare, e di un guru da consultare. Un tacito accordo: tu devi vivere secondo le nostre aspettative e noi in cambio ti venereremo. La gara della santità.

Un predicatore una volta fece questa domanda a una classe di bambini: <<Se tutte le persone buone fossero bianche e quelle cattive fossero nere, voi di che colore sareste?>>.

La piccola Mary Jane rispose: <<Reverendo, io sarei a strisce!>>.

E così il reverendo. E così i mahatma e i papi ei santi canonizzati.

Un uomo cercava una buona chiesa da frequentare ed entrò per caso in una in cui i fedeli e il prete stavano leggendo il loro libro di preghiere. E dicevano: <<Non abbiamo fatto queste cose che avremmo dovuto fare, e abbiamo fatto queste altre cose che non avremmo dovuto fare>>.

 

L’uomo si lascio cadere in un banco e sospirò sollevato dicendosi: <<Grazie a Dio, ho finalmente trovato la mia gente>>.

 

I tentativi di nascondere il fatto che i nostri santi sono a strisce sono talvolta fortunati, ma sempre disonesti.

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