86) PAG. 196 I RIBELLI ADDOMESTICATI

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Era un uomo difficile. Pensava ed agiva in modo diverso da tutti noi. Metteva in discussione ogni cosa. Era un ribelle, un profeta, uno psicopatico o un eroe? <<Chi può dire la differenza?>>, dicevamo. <<È che importa, ad ogni modo?>>.

Così lo socializzammo. Gli insegnammo ad essere sensibile all’opinione pubblica e ai sentimenti altrui. Facemmo si che si conformasse. Ormai era piacevole vivere con lui. Si era inserito. Ciò che avevamo realmente fatto era stato insegnargli a vivere secondo le nostre aspettative. Lo avevamo reso controllabile e docile.

Gli dicemmo che aveva appreso il self-control. Ci congratulammo con lui per l’acquisita padronanza di sé. Anche lui iniziò a congratularsi con se stesso. Non si rendeva conto che eravamo stati noi a conquistare lui.

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Una società che addomestica i suoi ribelli ha trovato pace. Ma ha perso il futuro.

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