Pag. 96 Capitolo quindicesimo (Il più grande venditore del mondo)

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Capitolo quindicesimo

Il rotolo numero Otto

 

rotolo 8

Oggi centuplicherò il mio valore.

Una foglia di gelso toccata dal genio dell’uomo diventa seta.

Un campo d’argilla toccato dal genio dell’uomo diventa un castello.

Un albero di cedro toccato dal genio dell’uomo diventa un altare.

Un vello di pecora toccato dal genio dell’uomo diventa un abito regale.

Se è possibile che le foglie e l’argilla e il cedro e il vello abbiano il loro valore moltiplicato per cento, anzi per mille dall’uomo, non posso fare io la stessa cosa con l’argilla che porta il mio nome?

Oggi centuplicherò il mio valore.

Sono simile al chicco di grano, a cui sono riservati tre diversi destini. Il grano può essere messo in un sacco e gettato in una stalla finché diventa pastura per i maiali. O può essere macinato e diventare farina per trasformarsi in pane. O può essere seminato perché possa crescere finché le sue spighe si spaccano producendo migliaia di chicchi ciascuna.

Io sono simile al chicco di grano, ma con una differenza. Il grano non può scegliere tra l’essere pastura per i maiali, farina per il pane o seme destinato a moltiplicarsi. Io posso scegliere: e non permetterò che la mia vita sia pastura per i maiali o venga schiacciata sotto la macchina del fallimento e della disperazione per essere stritolata e divorata dalla volontà degli altri.

Oggi centuplicherò il mio valore.

Per far crescere e germogliare il grano è necessario seminare il chicco nell’oscurità della terra; e i miei fallimenti, la mia disperazione, la mia ignoranza e le mie incapacità sono il buio in cui io sia stato seminato allo scopo di maturare. Adesso, come il chicco di grano che può germogliare soltanto se nutrito dalla pioggia, dal sole e dai venti caldi, anch’io devo nutrire il corpo e la mente affinché si avverino i miei sogni. Ma per maturare pienamente, il grano deve sottostare ai mutamenti della natura. Io non devo aspettare, poiché ho il potere di scegliere il mio destino.

Oggi centuplicherò il mio valore.

E come riuscirò a farlo? Innanzi tutto mi prefiggerò le mete del giorno, della settimana, del mese, dell’anno e della mia vita. Proprio come la pioggia che deve cadere prima che il grano rompa il suo guscio e germogli, così io devo avere degli obbiettivi prima che la mia vita si cristallizzi. Nel determinare le mete prenderò in considerazione la mia migliore prestazione del passato, e la moltiplicherò per cento. Sarà questa la base su cui stabilirò la mia vita futura. E non starò mai a chiedermi se i miei obbiettivi siano troppo elevati; meglio mirare con la lancia alla luna e colpire soltanto un’aquila, piuttosto che mirare a un’aquila e colpire soltanto una roccia.

L’altezza delle mie mete non m’incute timore, per quanto io possa inciampare spesso prima di raggiungerle. Se dovessi inciampare, saprò rialzarmi senza preoccuparmi delle cadute, poiché tutti gli uomini inciampano spesso sulla soglia prima di raggiungere il focolare. Soltanto il verme non corre mai il rischio di cadere. Io non sono un verme. Non sono una pianta di cipolle. Non sono una pecora. Sono un uomo. Che gli altri costruiscano pure una caverna con la loro argilla. Con la mia costruirò un castello.

Oggi centuplicherò il mio valore.

E proprio come il sole deve scaldare la terra per far crescere la piantina di grano, così anch’io voglio che le parole di questi rotoli scaldino la mia vita e muti i miei sogni in realtà. Oggi supererò ogni azione che ho compiuto ieri. Voglio scalare la montagna di oggi al limite delle mie possibilità, ma domani salirò più in alto di oggi, e la prossima vetta sarò alta più della precedente. Riuscire a superare le azioni degli altri è molto; riuscire a superare le proprie, è tutto.

Oggi centuplicherò il mio valore.

Non commetterò il terribile crimine di mirare troppo in basso.

Farò il lavoro che un fallito non farebbe.

Farò si che il mio tiro superi sempre la mia portata.

Non sarò mai soddisfatto delle mie prestazioni sul mercato.

Mi sforzerò sempre di rendere l’ora prossima migliore dell’attuale.

Annuncerò sempre le mie mete al mondo.

Però non proclamerò mai i risultati raggiunti. Lascerò invece che sia il mondo ad offrirmi le sue lodi, e possa io avere la saggezza di riceverle con umiltà.

Oggi centuplicherò il mio valore.

Un chicco di grano quando viene centuplicato produce cento spighe. Moltiplicatele per cento, mille volte, ed esse potranno nutrire tutte le città della terra. Non sono io più di un chicco di grano?

Oggi centuplicherò il mio valore.

E quando ciò sarà avvenuto, lo farò ancora e poi ancora, e vi sarà stupore e meraviglia per la mia grandezza quando le parole di questi rotoli si saranno realizzate in me.

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