LA PREGHIERA DELLA RANA SAGGEZZA POPOLARE DELL’ORIENTE ANTHONY DE MELLO SECONDOO VOLUME

La preghiera della rana1°

PREMESSA

La preghiera della rana, volume secondo, conclude l’opera letteraria di Tony de Mello, e purtroppo conclude anche la sua vita.

Scrive il suo confratello Parmananda R. Divarkar nella premessa al primo volume: «L’ultima cosa di cui Tony si occupò in India prima di prendere l’aereo per gli Stati Uniti, fu quella di rivedere il proprio manoscritto nei minimi particolari presso la casa editrice. Era il 30 maggio 1987. Il 2 giugno fu trovato morto nella sua stanza a New York».

Di Tony de Mello, simpatico gesuita indiano, abbiamo presentato ai lettori italiani quasi tutti i suoi scritti: Il canto degli uccelli, Un minuto di saggezza, Alle sorgenti, La preghiera della rana, volume primo e ora anche il volume secondo, che presentiamo con la medesima simpatia e accoglienza.

Attraverso i suoi scritti, ricchi di significato umano e sapienziale, abbiamo imparato, un po’ tutti, a sentirlo amico; gli abbiamo riconosciuto il talento del narratore; ci siamo divertiti sulla scia del suo umorismo; arricchiti di conoscenza e di tanto desiderio di autenticità e di coraggio. Ora ci colpiscono in modo particolare le parole della lettera rivolta a un suo caro amico – perché le sentiamo rivolte a noi – due giorni prima di morire:

«Il mio interesse è ora rivolto altrove, al “mondo dello spirito”, e tutto il resto mi appare banale e privo di valore. Le cose che in passato mi sembravano tanto importanti non mi sembrano più tali, ora sono attratto da realtà come quelle di Achaan Chah, il maestro buddhista, e sto perdendo il gusto per tutto il resto. Si tratta di un’illusione? Non lo so; mai comunque prima d’ora mi sono sentito così felice, così libero…»

Siamo grati a Tony de Mello per averci trasmesso con tanto carisma la sua ricerca di autenticità.

L’EDITORE

Riunione del 15/12/2014

NOTE PER IL LETTORE

È un grande mistero come, nonostante l’anelito del cuore umano verso la verità in cui soltanto trova liberazione e gioia, la prima reazione degli esseri umani nei confronti della verità sia di ostilità e paura.

Forse è per questo che le guide spirituali dell’umanità, come Buddha e Gesù, inventarono un sistema per neutralizzare l’opposizione di chi li ascoltava: il racconto.

Sapevano che non c’è espressione più accattivante di quella che dice: «C’era una volta…» e che mentre alla verità ci si può opporre, a una storia è impossibile resistere.

Afferma Vyasa, l’autore del Mahabharata, che dopo aver ascoltato attentamente una storia non si è più gli stessi. Il racconto infatti si insinua nel cuore e abbatte le barriere che lo separano dal divino.

Anche se leggerai le storie contenute in questo libro per puro divertimento, non hai garanzia che una di esse non superi il tuo atteggiamento di difesa ed esploda quando meno te l’aspetti. Provaci.

Se sei così audace da sperare nell’illuminazione, serviti di alcune indicazioni: Nei momenti liberi proponi una storia alla tua mente: avrà modo di lavorare nel tuo subcosciente e rivelerà il suo vero significato. Sarai tu stesso sorpreso nel constatare come ti tornerà alla mente tutte le volte che ne avrai bisogno per chiarire un avvenimento o una situazione o per ritrovare la pace interiore.

Capirai allora che in contatto con queste storie segui un corso di illuminazione in cui tu stesso sei il guru. Ognuno di questi racconti è una rivelazione della verità, che significa anche la verità circa se stessi.

Perciò ogni volta che leggerai una storia, cerca sinceramente di capire un po’ di più te stesso. Proprio come se leggessi un libro di medicina e ti domandassi se hai qualcuno dei sintomi descritti, e non un manuale di psicologia, che ti spinga a individuare fra i tuoi amici e conoscenti le diverse tipologie.

Se invece cederai alla tentazione di cercare di capire gli altri, queste storie ti nuoceranno. L’ideale sarebbe leggere queste storie nell’ordine predisposto.

Se desideri trarne di più del semplice divertimento, non leggerne più di una o due per volta.

Nota: Le storie contenute in questo libro provengono da una grande varietà di paesi, culture e religioni. Esse appartengono al patrimonio spirituale, e all’umorismo popolare della razza umana. L’Autore le ha messe insieme con uno scopo. Il suo è stato il lavoro del tessitore e del tintore: il cotone e il filo non sono opera sua.

EDUCAZIONE

PANINO COL KETCHUP

La famiglia si accomodò a un tavolo del ristorante. La cameriera raccolse prima le ordinazioni degli adulti e poi si rivolse al piccolo di sette anni.

«Tu che cosa prendi?» gli domandò. Il bambino si guardò intorno timidamente e disse: «Vorrei un panino con la salsiccia».

La cameriera non aveva ancora iniziato a scrivere quando la madre del piccolo la fermò.

«Macché panino», disse, «gli porti una bistecca con carote e purè di patate».

La cameriera non le fece caso e chiese al ragazzino: «Come lo vuoi il panino, col ketchup o con la senape?»

«Ketchup».

«Arrivo fra un minuto», disse la cameriera, mentre ritornava in cucina.

A tavola erano tutti ammutoliti per lo stupore. Alla fine il bambino fissò i presenti a uno a uno ed esclamò: «Lei crede che io sia davvero un bambino!»

«Come stanno i tuoi figli?» «Stanno benissimo tutti e due, grazie». «Quanti anni hanno?»

«Il medico tre e l’avvocato cinque».

UNA BAMBINA NEVROTICA

La piccola Mary era in spiaggia con la mamma.

«Mamma, posso giocare con la sabbia?»

«No, tesoro, ti sporchi i vestiti».

«Posso entrare con i piedi nell’acqua?»

«No, se ti bagni ti viene il raffreddore».

«Posso andare a giocare con gli altri bambini?»

«No, poi ti perdi».

«Mamma, mi compri il gelato?»

«No, ti fa venire il mal di gola».

La piccola Mary scoppiò a piangere. La madre si rivolse a una signora lì presente e le disse: «Per amor di Dio! Ha mai visto una bambina più nevrotica?»

OLIO DI FEGATO DI MERLUZZO PER IL CANE

Un tale prese l’abitudine di somministrare al suo cane forti dosi di olio di fegato di merluzzo, perché aveva sentito dire che ai cani faceva bene. Ogni giorno, nonostante le proteste, teneva ferma la testa dell’animale fra le ginocchia, gli apriva a forza le fauci e gli versava il liquido in gola.

Un giorno il cane si divincolò e rovesciò l’olio sul pavimento. Subito dopo, con grande sorpresa del padrone, tornò indietro a leccare il cucchiaio.

Fu così che l’uomo scoprì che non era l’olio che faceva ribellare il cane, ma il modo con cui gli veniva somministrato.

L’ANGELO CHE APPLAUDIVA

Narra un’antica leggenda che durante la creazione del mondo si avvicinarono a Dio quattro angeli.

Il primo chiese: «Come lo fai?», il secondo: «Perché lo fai?», il terzo: «Ti posso aiutare?» e il quarto: «Quanto vale?»

Il primo era uno scienziato; il secondo un filosofo; il terzo un altruista e il quarto un agente immobiliare.

Un quinto angelo stava a guardare colmo di meraviglia e si mise ad applaudire estasiato.

Costui era un mistico.

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